BASE DI SCENEGGIATURA PER CORTOMETRAGGIO
EROTICO, INTIMO E NON VOLGARE
Storia di circa 20 minuti sul desiderio come mistero, attrazione,
conflitto e scoperta dell’altro
Scrivere un cortometraggio erotico senza cadere nella volgarità è, paradossalmente, più difficile che mostrare esplicitamente il corpo.
L’erotismo cinematografico più interessante non dipende da quanto viene mostrato, ma da quanto viene desiderato, trattenuto, immaginato e negoziato.
Può nascere da una mano che rimane qualche secondo troppo a lungo vicino ad un’altra, da una persona che sistema il colletto dell’altra senza sapere se sia autorizzata a farlo, da una porta che potrebbe essere chiusa ma rimane aperta, da una telefonata nella quale nessuno dei due ha il coraggio di riagganciare.
L’erotismo diventa narrativamente valido quando il desiderio modifica i personaggi.
Non basta che due persone si trovino attraenti.
Occorre domandarsi:
- perché proprio quella persona?
- perché proprio in quel momento della vita?
- che cosa rende l’attrazione difficile?
- quale paura viene risvegliata?
- che cosa deve essere accettato?
- quale limite non deve essere superato?
- che cosa rimane dopo il desiderio?
Le storie che seguono sono costruite con questa idea.
Non cercano lo scandalo. Non cercano la morbosità. Non utilizzano il corpo come elemento decorativo.
Cercano invece quel momento estremamente cinematografico nel quale due esseri umani comprendono di desiderarsi e, contemporaneamente, devono decidere che cosa fare di quel desiderio.
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Base dal Titolo: “QUARANTASETTE GRADI”
- Genere
Dramma sentimentale / Erotico psicologico
- Durata indicativa
18-22 minuti
- Logline
Durante una torrida giornata estiva, una restauratrice ventiduenne ed un architetto quarantasettenne rimangono soli in un appartamento storico che stanno preparando per la vendita; l’attrazione crescente fra loro li costringe a distinguere il desiderio autentico dal bisogno di sentirsi ancora giovani, desiderati o protetti.
* I PERSONAGGI
ELENA di 22 anni
Elena studia restauro e lavora occasionalmente catalogando mobili, quadri e oggetti antichi. Non è ingenua.
È giovane, ma molto consapevole del modo in cui gli adulti tendono a trattarla come se la sua età spiegasse tutto di lei. È curiosa, ironica, indipendente.
Ha appena terminato una relazione con un ragazzo della sua età che programmava il loro futuro con una sicurezza che lei trovava soffocante.
Non cerca un uomo più grande. Proprio per questo l’attrazione verso Andrea la disorienta.
ANDREA di 47 anni
Architetto specializzato nel recupero di appartamenti storici. Separato da alcuni anni.
Ha una figlia di diciannove anni che studia all’estero.
È elegante senza ostentazione, controllato, abituato a scegliere le parole.
Ha passato buona parte della vita comportandosi da persona responsabile.
Quando comprende di essere attratto da Elena, la sua prima reazione non è avvicinarsi. È allontanarsi.
Non teme soltanto il giudizio degli altri.
Teme di non riuscire a distinguere il desiderio reale dal bisogno di sentirsi ancora capace di provocare desiderio.
* LA STORIA
Roma, fine luglio.
Un appartamento del centro deve essere catalogato prima della vendita.
È una casa appartenuta ad una coppia di aristocratici vissuta insieme per quasi sessant’anni.
Elena fotografa e cataloga gli oggetti.
Andrea valuta gli elementi architettonici da conservare.
La temperatura è altissima e l’impianto di climatizzazione non funziona. Le finestre sono aperte, ma non entra quasi aria.
All’inizio il loro rapporto è prettamente professionale.
Andrea le spiega come segnare alcune crepe.
Elena lo prende in giro per il modo maniacale in cui controlla ogni misura.
Fra loro esiste una differenza evidente di età, ma la sceneggiatura non deve trasformarla immediatamente nel tema centrale. Prima devono diventare due persone.
La prima variazione arriva quando Elena trova in un cassetto una serie di lettere d’amore appartenute ai vecchi proprietari. Non dovrebbe leggerle.
Ne apre una. Andrea la rimprovera.
Elena gli risponde che catalogare un oggetto senza conoscerne il significato è come fotografare soltanto la cornice.
Andrea prende la lettera e, contro ciò che aveva appena sostenuto, ne legge alcune righe.
Scoprono che quelle lettere attraversano quarant’anni di matrimonio.
Alcune sono appassionate. Altre furiose. Altre ancora terribilmente quotidiane.
I due cominciano a parlare dell’amore e della durata.
La conversazione modifica il modo in cui si guardano.
Il caldo diventa un elemento narrativo.
Andrea si toglie la giacca. Poi arrotola le maniche. Elena lega i capelli.
Piccoli gesti normalissimi acquistano un significato perché lo spettatore sa ormai che entrambi stanno osservando l’altro. Ma nessuno invade lo spazio dell’altro.
La tensione cresce quando devono spostare insieme una grande specchiera. Per alcuni secondi si trovano molto vicini.
Elena vede il proprio volto riflesso accanto a quello di Andrea.
La differenza d’età diventa visibile nella stessa immagine.
Lei non si ritrae. È Andrea a fare un passo indietro.
Elena se ne accorge. Da quel momento il conflitto cambia.
Non si tratta più di capire se esista attrazione. Esiste.
La domanda diventa: che cosa significa?
Nel pomeriggio arriva un temporale. La corrente salta.
I due rimangono nell’appartamento con una luce grigia proveniente dalle finestre.
Elena trova una vecchia fotografia dei proprietari da giovani.
La donna aveva ventitré anni. L’uomo quarantacinque.
La coincidenza provoca una risata iniziale. Poi il silenzio.
Andrea dice che forse dovrebbero terminare il lavoro il giorno successivo.
Elena comprende che sta cercando una fuga moralmente ordinata.
Lo affronta. Non gli rimprovera di non volerla.
Gli rimprovera di decidere al suo posto che cosa lei possa o non possa desiderare.
Andrea risponde che essere adulti significa anche sapere quando non approfittare di una situazione.
Elena replica: “E quando decidi che sto scegliendo io?”
È il cuore del cortometraggio.
La storia deve evitare accuratamente l’idea dell’uomo maturo che “inizia” la ragazza giovane.
Elena deve possedere piena agency (cioè capacità di compiere scelte autonome).
Andrea deve possedere piena responsabilità.
Il desiderio diventa interessante proprio perché entrambi lo interrogano.
Verso sera, mentre chiudono le finestre, Elena si avvicina.
Gli chiede: “Se avessi trentacinque anni, mi baceresti?”
Andrea non risponde immediatamente.
Poi: “Probabilmente ti avrei già baciata.”
Elena: “Quindi il problema non sono io.”
Andrea: “No. Il problema sono anch’io.”
Il loro primo contatto non deve essere spettacolare.
Elena prende lentamente la mano di Andrea e la porta al proprio viso.
Aspetta. È lui a poterla ritirare. Non lo fa.
Il bacio arriva soltanto dopo questa pausa.
Breve. Non risolutivo.
Il film non termina con i due a letto.
La mattina successiva tornano nell’appartamento. Separatamente.
Si incontrano davanti allo stesso specchio. Sono entrambi imbarazzati.
Elena chiede: “Pentito?”
Andrea: “Spaventato.”
Elena sorride. “Meglio.”
Riprendono il lavoro.
Non sappiamo se nascerà una relazione.
Sappiamo però che nessuno dei due ha trasformato l’altro in una fantasia.
* SEI SCENE DETERMINANTI CON ESEMPI DI DIALOGO
SCENA 1 - Le lettere
ELENA
Hai mai scritto una lettera d’amore?
ANDREA
Una vera?
ELENA
Esistono quelle false?
ANDREA
Molte. Solo che di solito si chiamano messaggi.
ELENA
Quindi sì.
Andrea continua a lavorare.
ANDREA
Molto tempo fa.
ELENA
Ha funzionato?
ANDREA
Per ventidue anni.
Elena smette di sorridere.
Per la prima volta vede l’uomo dietro l’architetto.
SCENA 2 - Lo specchio
Trasportano insieme la grande specchiera.
Nel riflesso i loro visi sono molto vicini.
ELENA
Fermo.
ANDREA
Che c’è?
ELENA
Niente.
Andrea guarda il riflesso.
Capisce.
Fa un passo indietro.
ELENA
Adesso sì.
ANDREA
Cosa?
ELENA
Adesso c’è qualcosa.
SCENA 3 - La fotografia
Elena mostra la fotografia dei vecchi proprietari.
ELENA
Ventitré e quarantacinque.
Andrea la guarda.
ANDREA
Come fai a saperlo?
ELENA
C’è scritto dietro.
ANDREA
Allora rimettiamola nel cassetto.
ELENA
Perché?
ANDREA
Perché oggi questo appartamento ha un pessimo senso dell’umorismo.
SCENA 4 - Il conflitto
ANDREA
Dovremmo andare.
ELENA
Per il temporale?
ANDREA
Perché abbiamo finito abbastanza.
ELENA
Non abbiamo finito.
ANDREA
Elena...
ELENA
Se vuoi andartene, vai.
Ma non chiamarla prudenza per conto mio.
Silenzio.
ANDREA
Io ho quarantasette anni.
ELENA
Lo avevo notato.
SCENA 5 - La domanda
ELENA
Se avessi trentacinque anni, mi baceresti?
Andrea rimane in silenzio.
ELENA
Non è una domanda difficile.
ANDREA
È difficilissima.
ELENA
Perché?
ANDREA
Perché conosco la risposta.
SCENA 6 - Il mattino dopo
Davanti allo specchio.
ELENA
Pentito?
ANDREA
No.
Pausa.
ANDREA
Spaventato.
ELENA
Quello mi piace di più.
ANDREA
Naturalmente.
ELENA
Perché?
ANDREA
Perché è la risposta che volevi.
ELENA
No. È la prima che non hai scelto anche per me.
- TEMI AFFRONTATI
- desiderio e responsabilità;
- differenza d’età;
- consenso;
- autonomia della persona più giovane;
- paura di invecchiare;
- idealizzazione;
- durata dell’amore;
- differenza fra proteggere e decidere per l’altro.
* CONSIGLI ALLO SCENEGGIATORE
Non trasformare Andrea in un seduttore esperto. È molto più interessante se l’uomo cerca di controllare il desiderio.
Non trasformare Elena nella giovane affascinata dall’esperienza dell’uomo maturo. Deve desiderare Andrea per ciò che scopre di lui.
Le lettere dei vecchi proprietari possono diventare un contrappunto narrativo, ma non devono spiegare continuamente la storia. Usare massimo tre o quattro brevi frammenti.
Il finale deve rimanere aperto.
Il cortometraggio racconta un incontro, non necessariamente la nascita di una coppia.
* CONSIGLI AL REGISTA
La tensione deve nascere dalla distanza fisica.
All’inizio mantenere spesso i personaggi separati dall’architettura dell'ambiente... dalle porte, dai mobili, dalle cornici e dagli specchi.
Progressivamente ridurre lo spazio.
Non utilizzare il corpo di Elena come oggetto dello sguardo maschile.
Mostrare entrambi mentre osservano ed entrambi mentre vengono osservati. La reciprocità è essenziale.
Per la scena del bacio, concordare con precisione ogni movimento.
Niente improvvisazioni sul contatto fisico.
* CONSIGLI AGLI ATTORI
L’attrazione non deve essere interpretata come eccitazione costante.
È molto più interessante recitare per curiosità, con imbarazzo, con controllo, anche con sorpresa ed attenzione all’altro.
Andrea dovrebbe essere particolarmente consapevole delle proprie mani e della distanza.
Elena dovrebbe evitare atteggiamenti provocatori convenzionali. La sua sicurezza deve essere soprattutto verbale e psicologica.
* DIREZIONE DELLA FOTOGRAFIA
All’inizio utilizzare:
- focali medio-normali;
- composizioni geometriche;
- luce estiva forte proveniente dalle finestre;
- interni leggermente più freschi.
Quando cresce l’attrazione tra i due personaggi:
- passare gradualmente verso le focali 70-100 mm equivalenti;
- isolare maggiormente i loro volti;
- introdurre riflessi;
- utilizzare il grande specchio come motivo ricorrente.
Durante il temporale:
- diminuire il contrasto cromatico;
- lavorare sulla pelle con luce morbida proveniente lateralmente;
- evitare una fotografia eccessivamente “sexy”.
L’erotismo deve essere soprattutto nei loro occhi.
* CONSIGLI AL MONTATORE
Non tagliare immediatamente dopo le battute.
Ma tenere la reazione dell'altro, l’esitazione ed il momento in cui lo sguardo cambia.
Il bacio dovrebbe essere breve.
Il tempo importante è quello precedente.
Il pubblico deve quasi chiedersi: Succederà?
Il gesto ha valore perché arriva dopo un’attesa.
* PERCHÉ REALIZZARLO
Perché affronta una situazione delicata senza semplificarla né moralizzarla.
La differenza d’età non viene utilizzata come provocazione. Diventa una domanda sulla libertà, sulla responsabilità e sul diritto di essere considerati individui capaci di scegliere.
Il cortometraggio potrebbe provocare discussione proprio perché non offre una soluzione facile.
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* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.






