gemelli cena 700Il punto di partenza più fertile non è riprodurre la trama del film È arrivato mio fratello, ma utilizzare il suo meccanismo universale: due gemelli quasi identici esteriormente che rappresentano due modi opposti di affrontare la vita. Nei nostri tre kit relativi, il gioco della somiglianza fisica rimane, ma personaggi, conflitti, relazioni, ambientazioni, svolgimenti e finali sono completamente nuovi. Il primo kit privilegia il dramma familiare con una componente sentimentale, il secondo kit la commedia romantica, il terzo invece una commedia drammatica familiare.

I tre kit utilizzano quindi lo stesso nucleo creativo: due volti quasi uguali che nascondono due identità profondamente diverse ma in tre direzioni differenti. "Due chiavi per Ostia" usa i gemelli per parlare dei ruoli familiari e delle occasioni non vissute; "Due volte alle sei" trasforma la somiglianza in una commedia romantica sull'essere riconosciuti per ciò che si è realmente; "La cena delle otto" utilizza invece il rapporto gemellare per raccontare due adulti ancora prigionieri delle etichette ricevute da bambini.

In tutti e tre i casi, la somiglianza non è il semplice espediente dell'equivoco: diventa il modo cinematografico per chiedere quanto della nostra identità sia veramente nostra e quanto, invece, sia stata costruita dallo sguardo degli altri.

 

 

Kit n° 3 - Titolo: "LA CENA DELLE OTTO"

- Genere

Commedia drammatica - familiare - sentimentale.

- Durata prevista

17-20 minuti.

- Logline

Due gemelli di 45 anni, che non si parlano da quasi tre anni, ricevono dalla madre lo stesso messaggio: "Vieni a cena alle otto, devo dirti una cosa importante".
Quando arrivano nell'appartamento della loro infanzia scoprono che la madre non c'è e che ha preparato soltanto due posti a tavola.
Costretti a rimanere insieme, dovranno affrontare il vero motivo della loro separazione, mentre la donna che entrambi credono di dover proteggere sta in realtà organizzando la propria vita molto meglio di loro.


* PERSONAGGI PRINCIPALI

Claudio De Angelis

45 anni. Commercialista. Preciso, razionale, estremamente organizzato.
È sposato ma attraversa un periodo di crisi che tiene nascosto a tutti.
Si occupa delle questioni pratiche della madre: bollette, visite, documenti, rate del condominio.
È convinto che questo equivalga ad essere presente.
Considera il fratello un uomo affettuoso ma inaffidabile.

Marco De Angelis

45 anni. Gemello identico di Claudio. Insegna chitarra e lavora saltuariamente come musicista.
È separato, vive in un piccolo appartamento e conduce una vita meno stabile.
Visita la madre spesso, cucina con lei, la accompagna al mercato, ma dimentica scadenze ed appuntamenti.
Considera Claudio una persona incapace di provare affetto senza trasformarlo in un foglio Excel.

Teresa De Angelis

72 anni. Madre dei gemelli. Vedova da anni.
Spiritosa, autonoma, molto più lucida ed indipendente di quanto i figli siano disposti ad ammettere.
È stanca di essere utilizzata come terreno sul quale Claudio e Marco misurano chi sia il figlio migliore.
Ha quindi deciso di costringerli ad incontrarsi.

Silvia Ferri

44 anni. Vicina del piano di sotto e amica della famiglia da molti anni.
Conosce entrambi i gemelli.
Aiuta Teresa nel suo piccolo piano e compare soltanto in alcuni momenti, mantenendo il dubbio su dove si trovi la madre.
Con Marco esiste una vecchia complicità mai diventata relazione.

 

* LA STORIA

  1. Claudio riceve un messaggio vocale dalla madre: "Vieni alle otto. Devo dirti una cosa importante. E non telefonare."
  2. Quasi contemporaneamente Marco riceve lo stesso messaggio.
  3. Entrambi interpretano il tono come segnale di un problema.
  4. Claudio pensa immediatamente a salute, documenti o denaro.
  5. Marco immagina una discussione familiare o una decisione improvvisa.
  6. Alle otto arrivano contemporaneamente davanti alla porta dell'appartamento materno.
  7. Non si vedono da mesi e non si parlano realmente da quasi tre anni.
  8. Ciascuno pensa inizialmente che l'altro sia stato chiamato separatamente per aiutarlo.
  9. Entrano usando le vecchie chiavi.
  10. Teresa non c'è.
  11. Sul tavolo ci sono due piatti, due bicchieri, una bottiglia di vino e una teglia di lasagne.
  12. C'è anche un biglietto: "Mangiate. Io torno dopo."
  13. Claudio vuole telefonarle.
  14. Il cellulare della madre suona dentro un cassetto.
  15. Marco comincia a ridere perché capisce che sono stati intrappolati deliberatamente.
  16. Claudio invece si arrabbia.
  17. I due decidono inizialmente di aspettare in stanze separate.
  18. Ma il forno suona, la cena si brucia e devono collaborare.
  19. I piccoli incidenti domestici riattivano vecchie dinamiche.
  20. Claudio accusa Marco di essere scomparso durante la gestione dell'eredità paterna.
  21. Marco accusa Claudio di aver deciso tutto senza chiedere niente a nessuno.
  22. Emerge il vero motivo della rottura: dopo la morte del padre Claudio aveva venduto rapidamente il vecchio pianoforte di famiglia.
  23. Marco lo aveva vissuto come la cancellazione dell'ultimo legame con il padre, che gli aveva insegnato la musica.
  24. Claudio rivela che il pianoforte era gravemente danneggiato e che il ricavato era servito a pagare un debito del padre che Teresa non conosceva.
  25. Non aveva raccontato nulla perché voleva proteggere la madre.
  26. Marco gli chiede perché non abbia almeno raccontato la verità a lui.
  27. Claudio ammette di non averlo fatto perché era convinto che Marco non sarebbe stato capace di reggere la situazione.
  28. Questa frase fa esplodere il conflitto.
  29. Marco gli dice che da tutta la vita Claudio lo tratta come il gemello da proteggere e contemporaneamente da disprezzare.
  30. Claudio replica che Marco gli ha lasciato per anni tutta la responsabilità di essere quello affidabile.
  31. I due comprendono lentamente che entrambi hanno mantenuto volontariamente i propri ruoli.
  32. Silvia suona alla porta portando un dolce.
  33. Claudio e Marco la interrogano immediatamente su Teresa.
  34. Silvia risponde che Teresa sta benissimo.
  35. Scoprono che la madre è andata a teatro.
  36. Non da sola: è uscita con Vittorio, un vedovo conosciuto a un corso di ballo.
  37. I gemelli rimangono sconvolti perché si erano convinti che la madre avesse bisogno di loro.
  38. Silvia consegna una seconda busta lasciata da Teresa.
  39. All'interno c'è la comunicazione che Teresa ha deciso di vendere il grande appartamento e trasferirsi in una casa più piccola vicino al mare.
  40. Claudio reagisce pensando immediatamente a contratti e documenti.
  41. Marco reagisce dicendo che non può vendere la casa dell'infanzia.
  42. Poi entrambi si fermano: stanno nuovamente decidendo per lei.
  43. Nella busta c'è un ultimo messaggio: "La casa è mia. La vita pure."
  44. Per la prima volta i due ridono della stessa cosa.
  45. Silvia osserva Marco mentre sparecchia e gli dice che non lo vedeva così tranquillo da anni.
  46. Tra loro emerge una lieve possibilità sentimentale, senza svilupparla eccessivamente.
  47. Teresa rientra molto più tardi insieme a Vittorio.
  48. Trova i gemelli ancora a tavola.
  49. È soddisfatta, ma tenta di fingere innocenza.
  50. Claudio e Marco la sorprendono annunciando che approvano la vendita.
  51. Teresa sembra commossa.
  52. Poi Claudio aggiunge che, però, vogliono conoscere Vittorio.
  53. Teresa risponde che Vittorio è già scappato dopo aver scoperto di dover affrontare due figli gemelli.
  54. Dal pianerottolo arriva la voce di Vittorio: "Non sono scappato, sto cercando parcheggio."
  55. Nel finale Teresa si siede tra i figli.
  56. Sono tre persone adulte, non più una madre e due bambini in competizione.

 

* SEI SCENE DETERMINANTI

Scena 1 - Davanti alla porta

Claudio e Marco si trovano faccia a faccia.

CLAUDIO
Che ci fai qui?

MARCO
Bella accoglienza. Anche tu mi sei mancato.

CLAUDIO
Mamma ti ha chiamato?

MARCO
Alle sette e dodici.

Claudio guarda il proprio telefono.

CLAUDIO
Sette e dodici.

Marco capisce.

MARCO
Oh no.

CLAUDIO
Cosa?

MARCO
Siamo stati convocati.

CLAUDIO
Non siamo a scuola.

MARCO
Con lei siamo sempre a scuola.


Scena 2 - I due posti

Entrano in sala da pranzo.

Marco guarda il tavolo.

MARCO
Due piatti.

CLAUDIO
Forse mangia dopo.

Marco trova il biglietto.

MARCO
"Mangiate. Io torno dopo."

Alza gli occhi.

MARCO
Ci ha chiusi insieme.

CLAUDIO
La porta si apre.

MARCO
Non fisicamente.

Claudio prova a chiamare la madre Teresa.

Un telefono squilla dentro un cassetto.

Marco scoppia a ridere.

MARCO
Ha lasciato pure il telefono.

CLAUDIO
Questa donna ha settantadue anni.

MARCO
E ci ha appena fregati come quando ne avevamo dodici.


Scena 3 - Il pianoforte

La discussione diventa seria.

MARCO
Hai venduto il pianoforte senza nemmeno dirmelo.

CLAUDIO
Erano trecento chili di legno rotto.

MARCO
Papà mi ha insegnato a suonare lì.

CLAUDIO
Papà aveva anche lasciato un debito di ottomila euro.

Marco si ferma.

MARCO
Cosa?

CLAUDIO
Il pianoforte ha coperto una parte.

MARCO
Perché non me l'hai detto?

CLAUDIO
Mamma non lo sapeva.

MARCO
Non sono mamma.

Pausa.

CLAUDIO
Pensavo fosse meglio...

Marco comprende prima che finisca.

MARCO
Proteggermi.


Scena 4 - I ruoli

MARCO
Da quando siamo bambini fai così.

CLAUDIO
Così come?

MARCO
Tu sei quello serio e io quello che combina casini.
Tu aggiusti, io rovino.

CLAUDIO
Spesso era vero.

MARCO
Certo che era vero. Funzionava benissimo per tutti.

Si avvicina.

MARCO
Tu avevi il diritto di comandare.
Io avevo il diritto di non prendermi responsabilità.

Claudio resta in silenzio.

MARCO
Sai qual è il problema?

CLAUDIO
Sentiamo.

MARCO
Che a quarantacinque anni siamo ancora due bambini che difendono il personaggio che gli hanno dato.

Claudio guarda il tavolo.

CLAUDIO
Io non so nemmeno se voglio più essere quello affidabile.

Marco sorride amaramente.

MARCO
Io non so nemmeno se sono davvero quello inaffidabile.


Scena 5 - La madre ha una vita

Silvia entra.

CLAUDIO
Dov'è?

SILVIA
A teatro.

I gemelli rimangono immobili.

MARCO
Nostra madre?

SILVIA
No, la mia. Certo vostra madre.

CLAUDIO
Da sola?

Silvia li guarda divertita.

SILVIA
Con Vittorio.

Silenzio.

MARCO
Chi è Vittorio?

SILVIA
Eccoci.

CLAUDIO
"Eccoci" cosa?

SILVIA
Due uomini di quarantacinque anni che stanno per scoprire che la madre non è rimasta congelata
nel momento in cui loro sono usciti di casa.


Scena 6 - Teresa torna

Teresa entra.

TERESA
Siete ancora vivi.

MARCO
Per poco.

CLAUDIO
Vuoi vendere casa.

Teresa si ferma.

TERESA
Sì.

CLAUDIO
E trasferirti.

TERESA
Sì.

MARCO
Vicino al mare.

TERESA
Avete letto tutto. Sono commossa.

Pausa.

CLAUDIO
Va bene.

Teresa non se lo aspettava.

TERESA
Come?

MARCO
Va bene.

Teresa li guarda.

TERESA
Nessuno mi dice che sto facendo una follia?

I gemelli si guardano.

CLAUDIO
È casa tua.

MARCO
E soprattutto è la tua vita.

Teresa quasi si commuove.

TERESA
Avete litigato?

MARCO
Molto.

Teresa sorride.

TERESA
Allora le lasagne hanno funzionato.

 

* IL FINALE

La sorpresa nasce dal fatto che per tutto il corto lo spettatore può credere che Teresa debba comunicare, ad esempio: una malattia; un problema economico; una difficoltà.

La realtà è opposta. Teresa sta benissimo.

Ha un nuovo rapporto sentimentale.

Ha deciso di cambiare casa.

Sta progettando il proprio futuro.

Sono i figli ad avere bisogno di aiuto.

Il finale capovolge così la dinamica genitore-figli: i gemelli si presentano pensando di dover proteggere la madre e scoprono che è stata lei a creare una situazione per rimettere in movimento loro.

 

* CONSIGLI PER LO SCENEGGIATORE

Mantenere il film quasi interamente nell'appartamento.
Gli oggetti dell'infanzia devono provocare memoria senza ricorrere a flashback.
Una fotografia scolastica. Due tazze con i loro nomi. Una chitarra. Il posto vuoto dove prima si trovava il pianoforte. La teglia preparata dalla madre.

Non rendere Teresa onnisciente. Il suo piano può essere affettuoso ma anche discutibile. Questo la rende umana.

Il possibile rapporto Marco-Silvia deve rimanere un accenno. Una battuta, uno sguardo, una disponibilità a rivedersi.

 

* CONSIGLI PER IL REGISTA

La location deve sembrare realmente una casa vissuta per decenni.

All'inizio separare i gemelli attraverso porte, stipiti e inquadrature singole.

Quando cominciano a parlare veramente, portarli gradualmente nello stesso quadro.

La tavola è il centro scenografico e drammaturgico.

Nel finale Teresa si siede fisicamente tra loro, ma non come barriera: i tre formano finalmente una composizione equilibrata.

 

* CONSIGLI PER GLI ATTORI

Claudio e Marco non devono partire già urlando.

La prima parte deve contenere cortesia ostile, frasi brevi, ironia. Il conflitto deve crescere.

L'attore che interpreta Claudio può mantenere spalle e mani molto controllate.

Marco si muove invece continuamente, apre armadi, prende oggetti, assaggia il cibo.

Quando emerge il segreto del debito, Marco deve fermarsi.

Quando Claudio confessa di essere stanco del proprio ruolo, è lui invece a perdere compostezza.

Teresa deve avere grande naturalezza. Non deve sembrare la "vecchietta furba" tipica della commedia, ma una donna adulta che rivendica il diritto di continuare a vivere.


* CONSIGLI PER IL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA

L'appartamento può essere illuminato quasi interamente attraverso motivazioni interne, come una lampada sul tavolo, una lampada da terra, la luce della cucina, una finestra con luce serale residua.

Palette calda ma non nostalgica. Evitare il classico filtro seppia della memoria.

All'inizio usare maggiore contrasto tra le zone occupate dai fratelli.

Progressivamente farli condividere la stessa luce.

Focali consigliate:

28-35 mm per ambiente e movimenti;
50 mm per i dialoghi a tavola;
75-85 mm per le confessioni;
35-50 mm per il finale a tre.

 

* CONSIGLI PER IL MONTATORE

La prima parte si può sfruttare il ritmo comico delle risposte e degli sguardi.

Durante la discussione sul pianoforte ridurre la frequenza dei tagli.

Lasciare alcune battute sul volto di chi ascolta.

Quando Silvia rivela che Teresa è a teatro, utilizzare una pausa prima di nominare "con Vittorio".

È un perfetto button comico.

Il finale non necessita di una musica invadente. Il rumore dei piatti, le posate, il forno e le voci che finalmente si sovrappongono senza aggressività possono costituire la vera chiusura sonora.

 

    * ATTENZIONELe idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.