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* CAPELLI E TRUCCO NON DOVREBBERO ESSERE SEPARATI NARRATIVAMENTE
Nei piccoli cortometraggi spesso la stessa persona si occupa sia di trucco che di capelli.
È sensato, purché abbia competenza. I capelli raccontano moltissimo.
Una donna può iniziare il corto con capelli perfettamente raccolti e terminarlo con alcune ciocche libere.
Un uomo può iniziare molto ordinato e diventare progressivamente disordinato.
Non è soltanto estetica.
È narrazione.
- BARBA E BAFFI
La barba è un problema di continuità particolare.
Se la storia si svolge in una sola giornata ma le riprese durano una settimana, la barba naturale dell'attore cambia.
Bisogna decidere se la barba occorre rasata; se barba di un giorno; se barba di tre giorni, o barba lunga.
L'attore deve ricevere istruzioni precise. "Non tagliarti la barba" è troppo generico.
Servono fotografie e misure.
* IL TRUCCO DEVE CONSIDERARE IL COSTUME
Il volto non vive isolato.
Trucco, costume e scenografia devono parlare lo stesso linguaggio.
Per esempio, una donna elegantissima con:
- abito impeccabile;
- capelli perfetti;
- trucco molto curato;
racconta controllo.
Se dopo una crisi:
- il trucco si rovina;
- l'abito si sgualcisce;
- i capelli si sciolgono;
la trasformazione diventa completa.
Il reparto costume deve sapere cosa farà il trucco e viceversa.
* IL COLORE DEL TRUCCO E LA SCENOGRAFIA
Anche i colori possono entrare in relazione.
Se il personaggio veste rosso, uno stesso rossetto rosso potrebbe:
- armonizzare;
- diventare troppo dominante;
- scomparire.
Se la scena è illuminata con forte luce verde o blu, alcuni colori cambieranno completamente.
Bisogna effettuare sempre test di controllo.
* IL TEST CAMERA È FONDAMENTALE
Prima delle riprese principali sarebbe utile effettuare una prova con:
- l'attore/attrice;
- il suo trucco;
- i suoi costumi;
- con la luce utilizzata;
- e naturalmente con la macchina di ripresa, gli obiettivi ed il profilo colore.
Non basta fotografare il trucco con un telefonino.
Bisogna vederlo attraverso il sistema che verrà realmente utilizzato.
Bisogna controllare soprattutto:
- la pelle;
- i riflessi;
- gli occhi;
- il fondotinta;
- il collo;
- le orecchie;
- le mani;
- e le differenze cromatiche.
- ATTENZIONE AL COLLO
Un errore abbastanza comune: il viso è perfettamente uniformato, ma il collo possiede una tonalità diversa.
In primo piano diventa molto evidente. Bisogna controllare:
- la mandibola;
- il collo;
- le orecchie;
- il décolleté;
- lemani.
Soprattutto quando cambiano naturalmente di colore.
- ATTENZIONE ALLE MANI
Se il corto contiene primi piani delle mani, il trucco deve occuparsene.
Per esempio, se abbiamo un personaggio anziano; un lavoratore manuale; una persona ferita; un meccanico; una contadina; un pittore.
Le mani devono corrispondere alla biografia.
Non avrebbe senso mostrare il volto di un personaggio che lavora da quarant'anni nei campi e poi mani perfettamente curate e prive di qualsiasi segno di lavoro.
- IL TRUCCO SPORCO
"Sporcare" un attore non significa strofinargli terra casualmente addosso.
Lo sporco, ogni sporco avrà ha una sua logica.
Un meccanico avrà: grasso; residui scuri; mani unte; unghie nere; avambracci sporchi.
Un muratore avrà: polvere; cemento; mani bianche; vestiti usurati.
Una persona caduta nel bosco avrà addosso terra e foglie e piccoli graffi.
La provenienza dello sporco deve essere credibile.
* MAKE-UP E ALTA RISOLUZIONE
Con camere a risoluzione 4K, 6K e superiori, ogni piccolo dettaglio può diventare molto visibile.
Questo non significa che bisogna coprire di più. Spesso significa il contrario.
Strati eccessivi possono essere evidenti.
È preferibile:
- lavorare per piccoli interventi;
- costruire gradualmente;
- osservare al monitor;
- controllare con la luce definitiva.
La pelle deve continuare a sembrare pelle. Usata ma pelle vera.
* IL TRUCCO E LA COLOR CORRECTION
Il colorist può modificare:
- il contrasto;
- la saturazione;
- la temperatura;
- la luminanza;
- alcune tonalità.
Ma non dovrebbe essere costretto a correggere errori grossi di make-up.
È molto difficile sistemare perfettamente:
- un fondotinta sbagliato;
- colore del collo diverso dal viso;
- una macchia visibile;
- una protesi evidente;
- un riflesso eccessivo;
- una ferita incoerente.
Il principio rimane: risolvere sul set ciò che può essere risolto sul set.
* IL TRUCCO PER IL BIANCO E NERO
Se il cortometraggio verrà finalizzato in bianco e nero, i colori del trucco non scompaiono.
Diventano valori di luminanza.
Due tonalità differenti possono trasformarsi nello stesso grigio.
Per questo bisogna effettuare vari test guardando direttamente una conversione in bianco e nero.
Un rossetto rosso potrebbe diventare molto scuro.
Un fondotinta potrebbe reagire in modo inatteso.
* IL TRUCCO PER LA NOTTE
Nelle scene notturne bisogna fare attenzione alla quantità di luce.
Se il volto viene illuminato poco, un make-up molto sottile potrebbe non essere percepibile.
Ma non bisogna compensare caricandolo eccessivamente.
È preferibile coordinarsi con il DOP.
Nella notte cinematografica il volto deve essere: leggibile e coerente e tridimensionale.
Non necessariamente luminosissimo.
* IL TRUCCO DEL PERSONAGGIO CHE NON SI TRUCCA
È un concetto importante. Una sceneggiatura può prevedere una donna che "non usa mai trucco".
Questo non significa che l'attrice debba necessariamente entrare sul set completamente senza preparazione.
Il make-up artist può intervenire in modo invisibile:
- ridurre un rossore;
- controllare la lucidità;
- uniformare soltanto alcune zone;
- mantenere tutta la texture naturale.
Il risultato deve essere: "questa donna non è truccata" anche se tecnicamente un lavoro di make-up è stato effettuato.
* IL TRUCCO DEL PERSONAGGIO CHE SI TRUCCA
Nel caso opposto, il make-up può diventare elemento caratteriale.
Una persona che passa molto tempo a prepararsi può essere:
- perfezionista;
- insicura;
- vanitosa;
- professionale;
- ossessionata dal controllo.
Il trucco stesso può comparire nella scena.
Per esempio, una donna si prepara davanti allo specchio prima di incontrare qualcuno.
Il modo in cui si trucca racconta il suo stato emotivo.
* UN ESEMPIO PER IL DRAMMA
Titolo ipotetico: "L'ultima telefonata"
Anna, 47 anni, deve raggiungere l'ospedale dopo aver ricevuto una telefonata.
All'inizio:
- il trucco è professionale da ufficio;
- i capelli sono raccolti;
- l'incarnato è regolare.
In automobile:
- un pò di sudore;
- perde il rossetto;
- si tocca continuamente il volto.
In ospedale:
- ha occhi lucidi;
- il trucco leggermente segnato;
- alcune ciocche fuori posto.
Dopo la notizia: non serve aggiungere un trucco drammatico.
È sufficiente lasciare il volto quasi immobile, ma meno protetto.
Il make-up accompagna la progressiva perdita di controllo.
* UN ESEMPIO PER IL THRILLER
Titolo ipotetico: "Piano meno uno"
Laura entra in un parcheggio sotterraneo dopo il lavoro.
All'inizio:
- ha un aspetto ordinato;
- il trucco sobrio.
Durante il pedinamento:
- un sudore leggero;
- la pelle più lucida;
- i capelli mossi.
Dopo una caduta:
- alcune abrasione nel palmo;
- un piccolo graffio sullo zigomo;
- polvere sugli abiti.
Nel climax:
- il trucco non deve trasformarla in un personaggio horror;
- deve sembrare la stessa donna venti minuti dopo un'esperienza estrema.
Questa misura è fondamentale.
* UN ESEMPIO PER LA COMMEDIA
Titolo ipotetico: "Il colloquio perfetto"
Giulio vuole apparire impeccabile.
All'inizio:
- ha capelli troppo sistemati;
- la pelle perfettamente opaca;
- la camicia impeccabile.
Durante il colloquio:
- fronte leggermente lucida;
- ha il colletto meno ordinato;
- un piccolo segno di sudore.
Nel finale:
- capelli fuori posto;
- un volto più naturale;
- la giacca aperta.
Visivamente passa dal tentativo di apparire perfetto all'accettazione della propria imperfezione.
* IL KIT DI BASE PER UN CORTOMETRAGGIO
Anche una produzione piccola dovrebbe avere un minimo reparto trucco.
Un kit essenziale dovrebbe comprendere: prodotti per preparazione e pulizia della pelle; idratante; fondotinta di diverse tonalità; correttori; cipria opacizzante; spugnette; pennelli; cotton fioc; fazzoletti; salviette; prodotti per labbra; materiali per capelli; pettine; forcine; elastici; specchio; spray per capelli; prodotti per sudore artificiale; sangue scenico, se necessario; materiali per piccoli lividi e abrasioni; disinfettante; guanti; applicatori monouso.
Non tutto serve in ogni film. È meglio costruire il kit sull'esigenza della sceneggiatura.
* IGIENE E SICUREZZA
È un aspetto indispensabile.
Prodotti e strumenti entrano in contatto con gli occhi, la bocca, la pelle ed eventuali piccole ferite.
Bisogna quindi, con molta attenzione: pulire pennelli e strumenti; utilizzare applicatori monouso quando necessario; non condividere prodotti labbra direttamente; disinfettare; controllare allergie; evitare materiali non destinati alla pelle.
Per sangue, colle, protesi o prodotti speciali è necessario usare materiali sicuri e specifici.
Non improvvisare con sostanze domestiche potenzialmente irritanti.
* ORGANIZZARE IL REPARTO TRUCCO PRIMA DEL SET
Prima delle riprese occorre preparare: scheda di ogni personaggio con fotografie e prodotti.
Una: timeline narrativa con evoluzione di capelli, trucco e ferite.
Un continuity book con fotografie di raccordo.
L'elenco delle scene con necessità specifiche.
I tempi di preparazione Se una protesi richiede un'ora, non si può convocare l'attore dieci minuti prima del ciak.
* DURANTE IL SET
Il make-up artist dovrebbe controllare l'attore: prima della scena; dopo le prove; prima del ciak; tra le take; dopo pause lunghe; dopo pranzo; dopo scene fisiche.
Deve osservare soprattutto: il sudore; i capelli; il rossetto; le ferite; il sangue; lo sporco e la pelle.
* PRIMA DI OGNI NUOVA INQUADRATURA
Domandarsi: Questa inquadratura appartiene allo stesso momento narrativo? Il personaggio ha già pianto?
Ed a secondo della sceneggiatura: È già caduto? Ha già mangiato? Ha già preso la pioggia? Ha già ricevuto il colpo?
La risposta determina l'azione da effettuare per il make-up.
* IL RAPPORTO CON LO SCRIPT SUPERVISOR
La segretaria o il segretario di edizione è un alleato fondamentale.
Deve comunicare al reparto trucco la continuità di scena; l'ordine narrativo; i gesti effettuati; i cambiamenti tra le take.
Se l'attrice si asciuga una lacrima con la mano destra nella take scelta, il trucco deve sapere che il volto potrebbe risultare leggermente differente subito dopo.
* IL RAPPORTO CON L'ATTORE
Il trucco è un reparto particolare perché lavora molto vicino fisicamente all'interprete.
Occorrono: rispetto; discrezione; comunicazione; consenso ed attenzione.
Il momento del trucco può diventare anche uno spazio di concentrazione prima della scena.
Non dovrebbe diventare una fonte di stress.
* NON CORREGGERE TUTTO
Una delle regole migliori è: non eliminare automaticamente ogni imperfezione.
Una cicatrice può appartenere al personaggio.
Una ruga può raccontare.
Una lentiggine può essere identitaria.
Un segno può rendere il volto unico.
Prima di coprirlo bisogna chiedersi: "Perché?" ed anche "Serve toglierlo?"
* EVITARE L'EFFETTO BEAUTY NEI CORTI REALISTICI
Filtri beauty, pelle eccessivamente levigata, occhi schiariti artificialmente e volti uniformati possono rendere un corto simile ad un contenuto pubblicitario.
Se il film è realistico, la pelle deve vivere. Soprattutto nei primi piani emotivi.
Il pubblico deve poter vedere il suo respiro; la sua tensione; la sua stanchezza; la suaetà.
* QUANDO IL TRUCCO DEVE ESSERE VISIBILE
Non sempre il trucco deve essere invisibile.
Può essere deliberatamente evidente quando il personaggio:
- si prepara per uno spettacolo;
- è un clown;
- è un attore;
- partecipa ad una festa;
- costruisce un'identità artificiale;
- si maschera;
- vuole nascondere la propria età.
In questi casi il make-up stesso diventa parte della storia.
* UN'IDEA INTERESSANTE - IL TRUCCO COME METAFORA
Immaginiamo un cortometraggio intitolato: "STRATI"
Una donna di 50 anni deve partecipare al matrimonio della figlia dopo anni di continui conflitti.
Davanti allo specchio applica lentamente il trucco.
Ogni strato sembra una protezione: prima fondotinta, poi correttore e poi il rossetto.
Nel corso del matrimonio accadono eventi che la costringono a confrontarsi con la figlia.
Nel finale torna davanti allo stesso specchio e si strucca.
La trasformazione non viene spiegata. Viene mostrata.
Qui il make-up non è soltanto reparto tecnico.
È drammaturgia.
* UN'ALTRA IDEA - IL TRUCCO CHE NON RACCORDA
Si potrebbe perfino costruire un corto metacinematografico.
Un'attrice continua a notare che la propria ferita cambia posizione tra le scene.
All'inizio sembra un errore del reparto trucco.
Poi capiamo che anche altri elementi del set stanno cambiando.
Il presunto errore di continuità diventa indizio di una realtà instabile.
È un esempio di come un problema tecnico possa essere trasformato in elemento narrativo.
* ERRORI PIÙ FREQUENTI NEI CORTOMETRAGGI
Tra gli errori che si incontrano più spesso, possiamo annotare:
- nessun truccatore perché "gli attori possono prepararsi da soli";
- trucco troppo pesante;
- pelle eccessivamente opaca;
- colore del volto diverso dal collo;
- ferite senza continuità;
- sangue differente tra le varie take;
- barba non raccordata;
- capelli che cambiano;
- trucco non testato con la luce;
- colori incompatibili con fotografia e costume;
- eccessivo affidamento alla color correction;
- mancanza di fotografie di riferimento.
Quasi tutti questi problemi possono essere evitati con una buona pre-produzione.
* COME LAVORARE CON BUDGET MOLTO BASSO
Se il budget è limitato, il consiglio non è eliminare completamente il reparto trucco. È ridurre la complessità.
Si può scegliere ed utilizzare:
- un trucco realistico;
- pochi personaggi;
- nessuna protesi complessa;
- poche ferite semplici;
- una evoluzione contenuta.
Meglio una professionista od un professionista capace di occuparsi bene di tre attori che effetti speciali ambiziosi realizzati male.
Se non è possibile avere una persona dedicata per tutti i giorni delle riprese, può essere utile almeno coinvolgerla per:
- la progettazione;
- i test;
- le scene principali;
- le scene con effetti;
- la preparazione delle schede base.
* IL TRUCCATORE DEVE LEGGERE LA SCENEGGIATURA
Non dovrebbe ricevere soltanto un messaggio: "Sabato servono due attori truccati."
La sceneggiatura contiene informazioni indispensabili. Per esempio:
INTERNO. CUCINA - NOTTE.
Marta entra dopo aver corso sotto la pioggia.
Solo questa semplice didascalia implica che bisogna intervenire su:
- i capelli;
- la pelle;
- l'acqua;
- il mascara;
- i vestiti;
- il sudore;
- la continuità di scena.
Il reparto deve conoscere il contesto.
* UNA SEMPLICE SCHEDA OPERATIVA
Per ogni scena si può creare una tabella del tipo:
| Scena | Personaggio | Momento narrativo | Trucco | Capelli | Effetti |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Marta | mattino | naturale | ordinati | nessuno |
| 4 | Marta | sera | stanca | leggermente mossi | occhiaie |
| 7 | Marta | dopo litigio | trucco consumato | sciolti | lacrime |
| 10 | Marta | giorno dopo | pallida | raccolti male | nessuno |
| 14 | Marta | finale | naturale | semplici | nessuno |
È uno strumento semplicissimo ma estremamente utile per tenere il tutto sotto controllo.
* IL TRUCCO NELLA PRE-PRODUZIONE
Idealmente il processo effettuta dal truccatore, eventualmente col suo aiuto, dovrebbe essere:
- lettura della sceneggiatura;
- analisi dei personaggi;
- incontro con il regista;
- confronto con DOP e costumista;
- ricerca visiva del risultato finale;
- prove e test;
- fotografie sia nei test che nelle riprese ;
- definizione e scelta dei prodotti da utilizzare;
- timeline di continuità dlle scene;
- piano giornaliero.
Più viene preparato prima, meno problemi nasceranno durante le riprese.
* IL TRUCCO DURANTE LE RIPRESE
Sul set bisogna evitare di intervenire continuamente per perfezionismo.
Prima bisogna chiedersi se il problema è realmente visibile in camera.
Un piccolo difetto potrebbe non avere alcuna importanza.
Un riflesso sulla fronte invece potrebbe essere evidente.
La visione sul monitor aiuta a decidere.
* IL TRUCCO IN POST-PRODUZIONE
Oggi alcuni piccoli interventi possono essere effettuati digitalmente:
- riduzione di una macchia;
- attenuazione di un rossore;
- correzione cromatica;
- piccola continuità.
Ma il digital make-up ha un costo e può risultare artificiale. Non dovrebbe essere la prima soluzione.
La post-produzione deve rifinire, non sostituire una buona preparazione.
* IL TRUCCO ED IL CORTOMETRAGGIO "PREMIABILE"
Un festival difficilmente premierà un corto perché il fondotinta è perfetto. Ma un trucco sbagliato può far percepire il film come poco professionale.
Un buon reparto trucco contribuisce ad un risultato più credibile perché:
- protegge la continuità;
- sostiene gli attori;
- rende coerente il personaggio;
- collabora con la fotografia;
- evita distrazioni;
- rafforza la narrazione.
Il pubblico non dovrebbe necessariamente pensare: "Che bel trucco."
Dovrebbe pensare: "Questo personaggio è davvero stanco."
Oppure: "Quella ferita fa male."
Come: "Questa persona sembra non dormire da giorni."
E: "Questa donna ha passato ore a prepararsi."
Se lo spettatore crede alla condizione mostrate dal personaggio, il trucco ha raggiunto il proprio obiettivo.
Riepilogando
Il trucco nel cortometraggio non è un ornamento e non è semplicemente un intervento estetico.
È una forma di narrazione applicata al volto ed al corpo dell'attore.
Può raccontare ciò che è accaduto prima della scena.
Può mostrare il tempo trascorso.
Può indicare una trasformazione.
Può rivelare stanchezza, paura, fragilità, vanità, malattia, violenza, desiderio di controllo.
Deve collaborare con:
- la sceneggiatura;
- la regia;
- la recitazione;
- la fotografia;
- il costume;
- la scenografia;
- il montaggio;
- la color correction.
In una produzione di venti minuti ogni dettaglio possiede un peso maggiore perché il tempo narrativo è breve.
Una piccola occhiaia può dire che il personaggio non ha dormito.
Una barba cresciuta può raccontare tre giorni senza bisogno di una didascalia.
Un rossetto che progressivamente scompare può mostrare il crollo di un'immagine perfettamente controllata.
Una ferita che cambia colore può far percepire il passaggio del tempo.
Un volto che nel finale non ha più bisogno di nascondersi dietro il trucco può raccontare un'intera trasformazione interiore.
Ed è forse questa la funzione più interessante del make-up cinematografico: non modificare semplicemente un volto, ma permettere a quel volto di raccontare una storia prima ancora che il personaggio pronunci la sua prima battuta.
















































































































































































