DIVENTARE TECNICO AUDIO PER IL CINEMA

Dal primo microfono alla presa diretta, dal dialogo al montaggio sonoro: il percorso per trasformare l’interesse per il suono in un vero mestiere cinematografico

tecnico audio set 700Un giovane che decide di lavorare nel cinema come Tecnico Audio parte spesso da un’idea comprensibile, ma incompleta: pensa che il suo compito consista soprattutto nel possedere un buon registratore, scegliere un microfono professionale, indossare le cuffie e registrare quello che accade davanti alla macchina da presa.

Il mestiere comincia davvero quando comprende che registrare un suono e costruire il suono di un film sono due cose molto diverse.

Un buon tecnico audio cinematografico non è semplicemente la persona che controlla che “si senta bene”. È uno dei professionisti che permettono allo spettatore di credere nel mondo rappresentato sullo schermo.

Deve far sentire chiaramente una frase pronunciata sottovoce. Deve riconoscere un frigorifero che rovinerà il dialogo. Deve capire se il traffico che in quel momento sembra innocuo creerà un problema in fase di montaggio. Deve prevedere se due inquadrature girate a mezz’ora di distanza avranno un ambiente sonoro compatibile. Deve sapere dove può arrivare il microfono senza entrare nell’inquadratura. Deve collaborare con regista, con il direttore della fotografia, con l'operatore, gli attori ed il montatore. E, soprattutto, deve imparare ad ascoltare prima ancora di registrare.

È proprio da qui che dovrebbe iniziare il suo percorso.


* LA PRIMA IDEA DA CORREGGERE: IL MICROFONO COSTOSO NON RISOLVE IL PROBLEMA

All’inizio è facile pensare: “Se acquista un microfono di alta qualità, avrà automaticamente un buon suono.” Non è così.
Un eccellente microfono collocato male può produrre una registrazione mediocre. Un microfono meno costoso, utilizzato correttamente e molto vicino alla fonte, può invece fornire un risultato perfettamente utilizzabile.

Il tecnico deve quindi comprendere immediatamente una delle grandi regole della presa diretta: la posizione del microfono è spesso più importante del prezzo del microfono.

Questo cambia completamente il modo di studiare.
Prima di inseguire l’attrezzatura dovrebbe imparare a come si propaga il suono; come cambia con la distanza; come reagiscono le diverse superfici; come funzionano i diagrammi polari; perché una stanza vuota suona diversamente da una stanza piena di tende, divani e persone; perché un microfono che funziona perfettamente in un interno può essere problematico in un’altra situazione.

La formazione deve quindi partire dall’orecchio e dalla conoscenza, non dal catalogo dei prodotti.


* PRIMA DI DIVENTARE TECNICO AUDIO DEVE IMPARARE AD ASCOLTARE

Sembra banale, ma non lo è.
Una persona normale entra in una cucina e pensa: “È silenziosa.”

Un tecnico audio entra nella stessa cucina e sente il frigorifero; la ventola; un neon; l’ascensore; il traffico lontano; un rubinetto che goccia; una finestra che vibra; il riverbero delle pareti.

Questa capacità si sviluppa.

Un ottimo esercizio consiste semplicemente nel fermarsi ogni giorno in luoghi differenti, chiudere gli occhi e cercare di identificare tutti i suoni presenti. Come una strada. Una classe. Un parco. Un bar. Una scala condominiale. Una camera da letto.

Il giovane tecnico deve imparare a distinguere: suono utile, suono inevitabile e suono eliminabile.

È l’inizio della mentalità professionale.


* DEVE IMPARARE LE BASI FISICHE DEL SUONO

Non serve diventare un fisico, ma alcuni concetti devono essere realmente compresi, come la frequenza, l'ampiezza, la lunghezza d’onda, la fase, il riverbero, la riflessione, l'assorbimento, il rapporto segnale/rumore.

Questi termini non devono rimanere definizioni studiate a memoria.
Devono diventare strumenti pratici.

Se un dialogo sembra lontano e confuso in una stanza molto riflettente, il tecnico deve capirne il perché.

Se due microfoni registrano contemporaneamente la stessa sorgente ed il suono diventa sottile o strano, deve pensare anche alla fase.

Se un rumore grave passa attraverso le pareti, deve comprendere che le frequenze basse si comportano diversamente da quelle alte.

La teoria diventa utile proprio quando permette di risolvere un problema sul set.


* IL SIGNAL FLOW: SAPERE DOVE PASSA IL SUONO

Uno dei primi concetti tecnici realmente fondamentali è il percorso del segnale, o signal flow. Il tecnico dovrebbe essere in grado di seguire mentalmente il suono dalla fonte fino al file registrato.
Cioè dall'attore, al microfono, al trasmettitore, se presente, al ricevitore, al preamplificatoreal mixer o registratore, al convertitore, alla scheda di memoria, alle cuffie.

Se qualcosa non funziona, deve sapere dove cercare.
Quando non arriva nessun segnale, il principiante tende a cambiare qualsiasi cosa.
Il professionista procede con logica. 
La capsula funziona? Il cavo è collegato? Il trasmettitore è acceso? Il ricevitore riceve? Il canale è aperto? Il gain è corretto? La traccia è armata? La registrazione è realmente partita?

Questa capacità di diagnosticare rapidamente i problemi distingue molto presto chi sta imparando sul serio da chi conosce soltanto l’attrezzatura superficialmente.


* IMPARARE IL GAIN STAGING

Una registrazione corretta deve avere un livello adeguato senza arrivare alla saturazione.
Il giovane aspirante deve imparare cosa significa gain staging, cioè distribuire correttamente il livello del segnale lungo tutta la catena audio.

Una voce registrata troppo bassa e successivamente amplificata può portare con sé molto rumore.
Una voce registrata troppo alta può andare in clipping. Ed un clipping digitale grave non è qualcosa che il montatore dovrebbe essere costretto a “sistemare dopo”.

Il tecnico deve quindi imparare a lasciare margine.
Un attore può provare una battuta tranquillamente e poi gridarla durante il ciak.

Il fonico deve prevederlo. Registrare significa anche anticipare ciò che potrebbe accadere.


* BIT DEPTH, SAMPLE RATE E FORMATO

Anche concetti apparentemente informatici devono essere compresi.
Il tecnico dovrebbe sapere che cosa rappresentano termini come il sample rate; bit depth; WAV; mono; stereo; polifonico; timecode; metadata.

Non serve ossessionarsi con la teoria matematica, ma deve essere in grado di configurare correttamente un registratore e consegnare file compatibili con il flusso di postproduzione.

Il tecnico audio cinematografico non consegna soltanto “registrazioni”.
Consegna materiale destinato a entrare in una pipeline di montaggio.


* IL PRIMO VERO MESTIERE DA IMPARARE È LA PRESA DIRETTA

Per chi vuole lavorare sul set, la strada fondamentale passa attraverso il suono in presa diretta.

Qui entrano in gioco figure differenti.

Il fonico di presa diretta o production sound mixer gestisce la strategia sonora complessiva e la registrazione.

Il microfonista o boom operator lavora fisicamente con l’asta e segue gli attori.

In produzioni più articolate possono esserci assistenti che si occupano di radio, cablaggi, batterie, distribuzione e altre operazioni. Un giovane farebbe bene a conoscere tutti questi ruoli prima di decidere dove specializzarsi.


* IL BOOM È UNO STRUMENTO DI RECITAZIONE DEL SUONO

Imparare a usare correttamente l’asta microfonica è molto più difficile di quanto sembri.
Non basta mettere un microfono sopra la testa dell’attore.

Il microfonista deve conoscere l'inquadratura; l'ottica utilizzata; il movimento della camera; la direzione dello sguardo; il movimento degli attori; l'ombra prodotta dalle luci.

Deve tenere il microfono abbastanza vicino da ottenere un buon dialogo, ma senza entrare nel quadro. E deve seguire il personaggio.

Se due attori si scambiano le battute, il microfono può dover passare con precisione dall’uno all’altro.
Il boom operator diventa quasi un interprete invisibile della scena.


* IL MICROFONO DEVE “GUARDARE” CHI PARLA

La direzione è importante.
Il giovane deve imparare che il microfono non registra semplicemente “davanti”.
Ogni capsula possiede un proprio comportamento.

Orientarlo qualche centimetro diversamente può cambiare la chiarezza; il rumore ambientale; il rapporto tra dialogo e riverbero.

Per questo l’utilizzo del boom dovrebbe essere praticato continuamente, anche senza un vero set.
Due amici possono leggere una scena mentre il giovane prova a seguirne i dialoghi senza guardare soltanto il microfono, ma anticipando chi parlerà.

È un esercizio eccellente.


* LA DISTANZA È CRUCIALE

Una delle grandi lezioni che un tecnico deve interiorizzare è: il microfono dovrebbe stare quanto più vicino possibile alla fonte compatibilmente con l’inquadratura e con la scena.

Allontanandosi aumenta la proporzione di ambiente e riverbero rispetto alla voce.

Non esiste un plugin che possa ricreare perfettamente, dopo le riprese, un microfono che avrebbe dovuto essere trenta centimetri più vicino.

Il lavoro migliore di postproduzione è spesso quello che non è stato necessario fare perché la presa diretta era già buona.


* MICROFONO DALL’ALTO O DAL BASSO?

Spesso il boom viene posizionato dall’alto. Ma non è una legge assoluta.

In alcune situazioni può essere più efficace lavorare dal basso. Dipende dall'inquadratura; dall'acustica; dall'ambiente; dalle luci e dai movimenti.

Il tecnico deve imparare a non applicare ricette automatiche. Ogni set richiede osservazione.


* I LAVALIER NON SONO UNA SOLUZIONE MAGICA

I piccoli microfoni personali, normalmente chiamati lavalier, sono strumenti potentissimi.

Ma anche qui il principiante può commettere un errore: “Se mette un lavalier ad ogni attore, il problema è risolto.”

Non necessariamente. Un lavalier può produrre fruscio dei vestiti; rumore di collane; sfregamenti; un suono poco naturale; differenze timbriche rispetto al boom.

Il microfono deve inoltre essere posizionato in modo compatibile con il costume, il movimento e la scena. Nasconderlo bene senza produrre rumori è una vera competenza professionale.


* IL RUMORE DEGLI ABITI

Un attore può sembrare perfettamente immobile.
Ma il microfono nascosto sente la camicia, la giacca, la pelle, la collana, lo zip ed il tessuto.

Il tecnico deve imparare a conoscere materiali, fissaggi e strategie.
Deve inoltre collaborare con il reparto costumi.
Non dovrebbe arrivare all’ultimo secondo e chiedere improvvisamente di modificare un abito già preparato.

La qualità del suono nasce spesso dalla collaborazione preventiva.


* LA RADIOFREQUENZA È UN MONDO A PARTE

I sistemi wireless sono straordinariamente utili ma introducono ulteriori problemi come interferenze, distanze, antenne, frequenze, batterie e dropout.

Il giovane tecnico deve imparare non soltanto ad accendere il trasmettitore ed il ricevitore, ma a comprendere il funzionamento generale della trasmissione radio ed a verificare sempre le normative e le frequenze consentite nel luogo in cui lavora.

Le radio devono essere considerate strumenti professionali, non gadget.


* BATTERIE E ALIMENTAZIONE: IL MESTIERE È ANCHE LOGISTICA

Un ottimo fonico può realizzare una registrazione perfetta.
Ma se una radio si spegne durante il ciak, quella competenza serve a poco.
Il tecnico deve diventare estremamente metodico nella gestione delle batterie; degli alimentatori; dei power bank professionali; delle memorie; delle ricariche; dei backup.

Prima di iniziare la giornata lavorativa dovrebbe sapere cosa è carico, cosa è scarico, cosa è di riserva. Sul set, l’organizzazione è parte della qualità tecnica.


* LE CUFFIE NON SERVONO SOLTANTO A SENTIRE SE C’È IL SEGNALE

Un errore da principiante consiste nell’utilizzare le cuffie soltanto per verificare se “La voce arriva.”
Il professionista ascolta molto di più: i fruscii, la distorsione, l'RF, i click, i tessuti, le vibrazioni, i ronzii, l'ambiente, le riflessioni, i rumori prodotti dall’asta.

Le cuffie diventano una lente di ingrandimento acustica. Per questo il tecnico deve conoscerle bene e lavorare con un riferimento sonoro affidabile.


* IL SOPRALLUOGO È ANCHE UN SOPRALLUOGO SONORO

Quando viene scelta una location, si pensa spesso soprattutto alle immagini.
Il tecnico audio dovrebbe essere coinvolto presto.

Un appartamento bellissimo può trovarsi, ad esempio, sopra una metropolitana; vicino ad una scuola; davanti ad un cantiere; sotto una rotta aerea.

Il fonico deve ascoltare la location in orari simili a quelli previsti per le riprese.
Una strada tranquilla alle 10 del mattino potrebbe diventare caotica alle 17.


* IMPARARE A CERCARE I NEMICI INVISIBILI

Sul set esistono moltissimi rumori che la cipresa non vede. Come: condizionatori, frigoriferi, computer, lampade, ventole trasformatori, acquari, orologi.

Il tecnico deve individuarli prima del ciak.
Quando possibile dovrebbero essere spenti temporaneamente.
Ma bisogna anche ricordarsi di riaccenderli.

Spegnere il frigorifero di una location e dimenticarlo per tutta la notte non è un comportamento professionale.


* IL ROOM TONE

Dopo una scena, il tecnico dovrebbe pensare anche all’ambiente.

Una registrazione di room tone, cioè del tono naturale della stanza senza dialoghi, può essere estremamente utile in montaggio.
Serve per coprire i tagli; per ricostruire continuità; per evitare silenzi artificiali.

Il principiante tende a voler registrare soltanto ciò che “succede”.
Il professionista registra anche ciò che apparentemente non succede.


* WILD TRACK E SUONI SEPARATI

Un rumore importante può meritare una registrazione dedicata.

Una porta. Un telefono. Una macchina. Alcuni passi. Una chiave. Una serratura. Un bicchiere.

Questi wild tracks possono diventare preziosissimi in postproduzione.

Quando il set è disponibile e l’oggetto è presente, registrarlo bene richiede pochi minuti.
Ricrearlo successivamente potrebbe richiedere molto più tempo.


* IL TECNICO AUDIO DEVE CONOSCERE LA SCENEGGIATURA

Questo è un punto fondamentale. Non dovrebbe arrivare sul set e limitarsi a chiedere: “Dove metto il microfono?” La sceneggiatura deve essere letta prima.

Il tecnico deve sapere chi parla; se qualcuno grida; se ci sono telefonate; se viene utilizzata musica sul set; se esistono scene con automobile; se qualcuno sussurra; se sono previste folle; se si girerà sotto la pioggia.

La preparazione sonora comincia sulla pagina.


* IL BREAKDOWN AUDIO DELLA SCENEGGIATURA

Un tecnico esperto può annotare anticipatamente le criticità.

SCENA 8: due personaggi in cucina, lavandino aperto.
SCENA 12: strada trafficata.
SCENA 17: dialogo molto sottovoce.
SCENA 21: automobile in movimento.

Questo permette di preparare i microfoni; le radio; la protezione antivento; i supporti; le strategie.

Così l’improvvisazione diminuisce.


* IL TECNICO AUDIO DEVE COMPRENDERE L’INQUADRATURA

Non può lavorare separatamente dalla fotografia.
Un ampio campo di ripresa può rendere impossibile portare il boom abbastanza vicino.
In quel caso i lavalier possono diventare fondamentali.
Un primo piano può invece permettere un boom estremamente vicino.

Il fonico deve quindi conoscere almeno le basi di campi; piani; ottiche; fuori campo.

Non deve diventare un regista. Ma deve capire il linguaggio del set.


* IL RAPPORTO CON IL DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA

Una lampada può creare rumore. Una posizione del boom può produrre un’ombra. Un pannello può impedire il passaggio del microfonista.

È quindi necessario dialogare. Il miglior tecnico non arriva dicendo: “Questo non si può fare.” Cerca invece una soluzione insieme agli altri reparti.


* IL RAPPORTO CON GLI ATTORI

Il fonico entra spesso nello spazio personale dell’attore.

Può dover applicare un lavalier; sistemare un trasmettitore; intervenire sul costume.

Deve quindi comportarsi con grande professionalità, spiegando sempre ciò che deve fare e rispettando la persona.
La qualità umana sul set conta quanto quella tecnica.

MA NON DEVE DIRE AGLI ATTORI COME RECITARE

Se un attore parla troppo piano, il tecnico può segnalare il problema al regista.

Non dovrebbe trasformarsi autonomamente nel coach dell’interprete. La comunicazione deve rispettare i ruoli.

Questo principio vale per tutta la troupe: collaborare senza invadere il lavoro altrui.


* IMPARARE A LAVORARE VELOCEMENTE

Sul set il tempo costa. Il tecnico non può impiegare venti minuti per risolvere qualcosa che dovrebbe aver preparato prima.
Deve imparare le procedure, come il controllo delle batterie, l'accensione, l'uso delle frequenze, il gain, l'uso delle tracce, il timecode, le cuffie, la registrazione, i metadata.

La routine libera la mente. Quando le operazioni di base diventano automatiche, può concentrarsi sugli imprevisti.

IL TIMECODE

Per il cinema moderno il timecode è un argomento molto importante. Permette di facilitare la sincronizzazione tra la camera ed il registratore ed eventuali altre camere.

Il giovane tecnico dovrebbe capire realmente come funziona e non limitarsi a premere un pulsante.
Deve conoscere il frame rate; jam sync; drift; generatori; sincronizzazione.

Un timecode configurato male può creare moltissimi problemi alla postproduzione.

IL CIAC NON È DIVENTATO INUTILE

Anche con timecode e sincronizzazione digitale, il ciak rimane estremamente utile.
Fornisce: riferimento visivo; riferimento sonoro; identificazione della scena.

Il tecnico dovrebbe conoscere la logica della nomenclatura delle riprese e verificare che i metadata audio siano corretti.

I METADATA

Una registrazione chiamata, ad esempio: Audio001.wav  dice poco.

Una corretta organizzazione deve indicare la scena; il take; le tracce; i personaggi; le eventuali note.

Quando il montatore riceve centinaia di file, questa precisione diventa preziosa.
Un buon tecnico pensa sempre anche alla persona che utilizzerà il suo materiale dopo.

IL SOUND REPORT

Una documentazione delle registrazioni può contenere informazioni preziose.
Come: Take buona. Aereo sulla battuta finale. Fruscio sul lavalier. Wild track registrato dopo. Boom migliore della radio.

Queste note possono far risparmiare ore in montaggio.

LA RIDONDANZA

Quando possibile, il professionista non affida tutto ad una sola possibilità.
Ma utilizza: Boom più radio. O registrazione principale più eventuale backup. Alimentazione più riserva.

La ridondanza non serve perché il tecnico non si fida di sé. Serve perché il cinema è pieno di imprevisti.

PROTEGGERSI DAL VENTO

Il vento è uno dei grandi nemici della registrazione esterna.

Il giovane deve imparare la differenza tra: foam; windshield; sospensioni; protezioni più importanti.
Il rumore prodotto dal vento direttamente sulla capsula può rendere inutilizzabile una registrazione.
Non bisogna aspettare il primo colpo di vento per proteggere il microfono.

IL RUMORE DA MANEGGIAMENTO

Un boom può essere registrato perfettamente e comunque risultare inutilizzabile se l’operatore produce continuamente: colpi; scricchiolii; sfregamenti.

Impugnatura e sospensione sono fondamentali. L’asta deve essere mossa con tecnica.
Anche girare lentamente l’asta con le mani può produrre rumore se viene eseguito male.

LA POSTURA DEL MICROFONISTA

Tenere il boom per molto tempo può affaticare le spalle; il collo; la schiena; le braccia.

Per questo bisogna imparare una postura efficiente. Non è soltanto una questione di comfort.
Un microfonista esausto perde precisione.
La preparazione fisica moderata e una buona tecnica di postura sono quindi componenti reali della professione.

 

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