PERCHÉ SCEGLIERE LA CANON LEGRIA GX10
PER GIRARE UN CORTOMETRAGGIO
Guida completa per videomaker principianti: impostazioni, focali,
luce, audio, workflow e look cinematografico

La Canon LEGRIA GX10 non è una cinema camera a ottiche intercambiabili. È una videocamera compatta di fascia avanzata, progettata per offrire rapidità operativa, registrazione 4K, zoom ottico incorporato, autofocus affidabile, stabilizzazione e controlli manuali in un corpo unico.
Proprio queste caratteristiche possono renderla una scelta molto interessante per una piccola troupe composta soprattutto da principianti.
Una mirrorless o una cinema camera possono offrire sensori più grandi, maggiore controllo sulla profondità di campo, registrazioni a 10 bit e possibilità di cambiare obiettivi. Tuttavia richiedono anche una maggiore conoscenza tecnica, più accessori, ottiche diverse, filtri ND esterni, sistemi di alimentazione, rig, stabilizzatori e una gestione più complessa.
La GX10 propone un altro metodo di lavoro: accendere la macchina, impostare correttamente esposizione, bilanciamento del bianco e messa a fuoco, scegliere la focale con lo zoom e iniziare a girare. Per una troupe inesperta, questa rapidità può essere più importante della superiorità teorica di un sistema complesso.
La vera domanda, quindi, non è: “È la migliore cinepresa esistente?”
La domanda corretta è: “Può consentire a una troupe principiante di portare a termine un cortometraggio coerente, tecnicamente pulito e visivamente curato?”
La risposta è sì, purché la macchina venga usata con metodo e non come una videocamera completamente automatica.
Un cortometraggio non diventa premiabile perché è stato girato con una determinata camera. Diventa competitivo quando sceneggiatura, interpretazione, regia, fotografia, suono, scenografia, montaggio e color correction lavorano nella stessa direzione. La GX10 può fornire immagini sufficientemente solide per non indebolire il progetto, ma non può sostituire le scelte artistiche.
* I PRINCIPALI VANTAGGI PER UNA TROUPE PRINCIPIANTE
Un sistema completo in un solo corpo
La GX10 comprende già:
- sensore;
- zoom 15x;
- stabilizzatore;
- filtri ND;
- display orientabile;
- mirino;
- ingresso microfonico;
- uscita cuffie;
- registrazione su due schede;
- autofocus con riconoscimento dei volti;
- controlli manuali;
- registrazione 4K;
- modalità rallentata in Full HD.
Questo riduce notevolmente il numero di elementi da montare e controllare sul set.
Il vantaggio non è soltanto economico. È organizzativo. Una troupe principiante commette spesso errori perché deve occuparsi contemporaneamente di troppe cose. Se la camera è semplice da rendere operativa, rimane più attenzione per gli attori, il suono, la luce e la continuità.
Lo zoom incorporato è realmente utile
Lo zoom equivalente a 25,5-382,5 mm permette di passare da un campo abbastanza largo a un teleobiettivo molto spinto senza sostituire l’ottica.
Questo è particolarmente utile quando:
- la location è piccola;
- il tempo per girare è limitato;
- gli attori non possono ripetere molte volte;
- il set è polveroso o umido;
- si deve passare rapidamente dal totale al primo piano;
- non è presente un assistente camera;
- si gira in strada e non si vogliono esporre sensore e ottiche.
La possibilità di cambiare inquadratura senza cambiare obiettivo rende più rapido il lavoro, ma non bisogna trasformare ogni ripresa in uno zoom. Lo zoom deve essere usato soprattutto per scegliere la focale prima della ripresa. I movimenti di zoom durante la scena devono essere motivati e molto controllati.
Il sensore da un pollice è un buon compromesso
Il sensore da un pollice è più grande rispetto a quello di molte videocamere amatoriali, ma più piccolo rispetto ai sensori APS-C, Super 35 o full frame.
Questo comporta vantaggi e limiti.
Tra i vantaggi:
- profondità di campo più gestibile;
- maggiore facilità nel mantenere a fuoco più attori;
- autofocus meno sollecitato;
- buona rapidità operativa;
- prestazioni più solide rispetto alle videocamere con sensori molto piccoli;
- possibilità di ottenere una discreta separazione dello sfondo usando focali medio-lunghe.
Tra i limiti:
- minore sfocato rispetto a una camera Super 35 o full frame;
- maggior rumore quando si alza troppo il guadagno;
- minore libertà nelle notturne illuminate pochissimo;
- difficoltà nel recuperare immagini fortemente sottoesposte.
Per un principiante, una profondità di campo non eccessivamente ridotta può essere un vantaggio. Un volto leggermente meno isolato ma perfettamente a fuoco è preferibile a un primo piano con un occhio nitido e l’altro accidentalmente sfocato.
I filtri ND incorporati semplificano gli esterni
Per ottenere un movimento cinematografico naturale, girando a 25 fotogrammi al secondo, è consigliabile mantenere il tempo di otturazione a 1/50 di secondo.
In pieno giorno, però, questa impostazione fa entrare molta luce. Senza filtro ND sarebbe necessario chiudere eccessivamente il diaframma oppure aumentare il tempo di otturazione, ottenendo movimenti più secchi e meno naturali.
I filtri ND incorporati consentono di:
- conservare 1/50 di secondo;
- lavorare intorno a f/2,8-f/5,6;
- evitare di chiudere spesso fino a f/11;
- controllare la profondità di campo;
- reagire rapidamente ai cambiamenti di luce.
Per una troupe principiante è una funzione preziosa perché elimina la necessità di montare continuamente filtri variabili davanti all’ottica.
Il Dual Pixel CMOS AF aiuta senza sostituire l’operatore
L’autofocus può seguire volti e soggetti all’interno di gran parte dell’inquadratura. Questo è utile nei dialoghi, nelle camminate, nei movimenti verso la macchina e nelle scene con attori non perfettamente precisi sui segni.
Non bisogna però affidargli ogni decisione.
L’autofocus può essere disturbato da:
- una persona che passa davanti;
- un volto che esce dall’inquadratura;
- un oggetto molto contrastato;
- condizioni di luce estremamente bassa;
- riflessi;
- più attori posti a distanze differenti.
Nelle inquadrature statiche e nei primi piani emotivi, la messa a fuoco manuale assistita da peaking e ingrandimento può essere più sicura. Nei movimenti, il riconoscimento del volto può invece facilitare molto il lavoro.
* I LIMITI DA CONOSCERE PRIMA DELL’ACQUISTO
La registrazione interna è a 8 bit
La GX10 registra internamente in 4:2:0 a 8 bit. Questo formato è sufficiente per un cortometraggio ben esposto, ma non offre la stessa elasticità di un file a 10 bit.
In fase di color correction sarà quindi necessario evitare:
- recuperi estremi delle ombre;
- grandi correzioni del bilanciamento del bianco;
- saturazioni aggressive;
- trasformazioni profonde dei colori;
- cieli spinti eccessivamente;
- maschere complesse sui toni della pelle;
- look esasperati;
- chroma key molto impegnativi.
Con un file a 8 bit la regola è semplice: bisogna avvicinarsi al risultato desiderato già durante le riprese.
Il colorist potrà rifinire l’immagine, uniformare le scene, modellare il contrasto e creare una palette. Non dovrebbe essere costretto a salvare riprese sbagliate.
Wide DR non è Canon Log
Il profilo Wide DR conserva una gamma dinamica più ampia e produce un’immagine meno contrastata rispetto al profilo Standard. Non è però un vero profilo Log.
Non bisogna applicare automaticamente LUT progettate per Canon Log, C-Log 2 o C-Log 3. Il risultato potrebbe avere contrasto, saturazione e incarnati errati.
Wide DR deve essere considerato come un profilo già relativamente vicino all’immagine finale, ma con alte luci più protette e contrasto più morbido.
Non sono presenti ingressi XLR
La macchina dispone di un ingresso stereo da 3,5 mm e di un’uscita cuffie, ma non possiede ingressi XLR professionali incorporati.
È possibile collegare un buon microfono direttamente alla camera, ma per un cortometraggio curato è preferibile usare un registratore audio esterno con:
- ingressi XLR;
- alimentazione phantom;
- preamplificatori silenziosi;
- registrazione a 24 bit o 32 bit float;
- controllo indipendente dei livelli.
La traccia registrata sulla camera può essere utilizzata come riferimento per la sincronizzazione.
L’ottica non è intercambiabile
Lo zoom incorporato è versatile, ma non permette di montare:
- obiettivi molto luminosi;
- ottiche anamorfiche;
- macro specialistiche;
- grandangoli estremi;
- ottiche vintage;
- obiettivi fotografici con caratteri differenti.
La forza della GX10 non è l’estrema personalizzazione dell’immagine. È la velocità con cui permette di ottenere una ripresa pulita e controllata.
Il grandangolo da 25,5 mm non è sempre sufficiente
In un soggiorno, in una cucina o in un corridoio stretto, 25,5 mm equivalenti possono non permettere di mostrare tutto lo spazio desiderato.
In questi casi si può:
- arretrare la macchina;
- ripensare la disposizione degli attori;
- usare un’inquadratura più selettiva;
- montare l’adattatore grandangolare dedicato;
- scegliere una location leggermente più ampia.
L’adattatore grandangolare può portare l’angolo di campo intorno ai 20 mm equivalenti, ma deve essere usato con attenzione perché può rendere più evidenti prospettiva e distorsione ai bordi.
* L’IMPOSTAZIONE BASE CONSIGLIATA
Non esiste un’unica impostazione definitiva per ogni situazione. È però possibile creare una configurazione di partenza stabile, da modificare soltanto quando la scena lo richiede.
PRESET GENERALE PER IL CORTOMETRAGGIO
Formato di registrazione
- risoluzione: 3840 x 2160;
- frame rate: 25p;
- bitrate: 150 Mbps;
- formato: MP4;
- modalità di esposizione: manuale;
- tempo di otturazione: 1/50 di secondo;
- bilanciamento del bianco: manuale o personalizzato;
- registrazione: simultanea sulle due schede;
- stabilizzatore: in base al supporto utilizzato;
- look: Wide DR oppure Standard secondo la luce;
- audio: livelli manuali;
- timecode: Rec Run;
- zebra: 70% per controllo dei volti oppure 100% per le alte luci;
- nitidezza interna: leggermente ridotta;
- colore: neutro o appena moderato;
- zoom digitale: disattivato.
Perché scegliere 25p
Il formato 25p è particolarmente adatto al cortometraggio narrativo perché:
- offre un movimento percepito come cinematografico;
- si integra bene con la frequenza elettrica europea a 50 Hz;
- funziona correttamente con il tempo di 1/50;
- permette di mantenere file meno pesanti rispetto al 50p;
- è adatto a dialoghi, drammi, commedie e thriller;
- semplifica la timeline di montaggio.
Il 50p deve essere scelto quando serve realmente:
- movimento più fluido;
- azione;
- sport;
- automobili;
- bambini che corrono;
- rallentamento al 50% in una timeline 25p.
Girando a 50p, il tempo di otturazione consigliato diventa 1/100 di secondo.
Perché utilizzare 1/50
A 25p, 1/50 produce una quantità di mosso naturale simile alla regola cinematografica dell’otturatore a 180 gradi.
Tempi più veloci, come 1/200 o 1/500, rendono i movimenti più secchi e frammentati. Possono essere utili per:
- azione violenta;
- thriller nervoso;
- incidenti;
- combattimenti;
- momenti soggettivi particolari.
Non dovrebbero però diventare l’impostazione normale.
Diaframma consigliato
Per la maggior parte delle scene:
- f/2,8-f/4 per dialoghi e primi piani;
- f/4-f/5,6 per gruppi e scene corali;
- f/5,6 per esterni con più piani da mantenere leggibili;
- evitare f/8-f/11 quando non necessario.
Chiudendo troppo il diaframma si riduce la separazione dei piani e può diminuire la nitidezza percepita a causa della diffrazione.
I filtri ND incorporati devono essere usati per controllare la luce mantenendo il diaframma nella fascia desiderata.
Guadagno consigliato
Il guadagno elettronico aumenta la luminosità ma anche il rumore.
Come indicazione pratica:
- 0-6 dB: qualità molto pulita in Standard;
- 9 dB: normale punto di partenza di Wide DR;
- 9-12 dB: ancora utilizzabile con attenzione;
- 15-18 dB: solo quando non è possibile aggiungere luce;
- oltre 18 dB: situazione di emergenza, da valutare con test.
Questi valori non sono limiti assoluti. Una scena ben esposta a 15 dB può risultare migliore di una scena sottoesposta a 6 dB e schiarita violentemente in montaggio.
La regola più importante è non sottoesporre deliberatamente pensando di recuperare tutto dopo.
WIDE DR O STANDARD
Quando usare Wide DR
Wide DR è consigliabile per:
- finestre visibili nell’inquadratura;
- esterni con cielo luminoso;
- interni con forti differenze tra luci e ombre;
- scene diurne;
- pelle illuminata da luce naturale;
- cortometraggi che riceveranno una color correction accurata;
- drammi e film realistici con contrasto morbido.
Wide DR protegge meglio le alte luci, ma parte da un livello di guadagno più elevato. Ha quindi bisogno di una quantità di luce adeguata.
Quando usare Standard
Standard può essere preferibile per:
- interni notturni poco illuminati;
- scene in cui si vuole mantenere il guadagno molto basso;
- consegne rapide senza color grading approfondito;
- commedie luminose;
- situazioni a contrasto moderato;
- scene in cui l’immagine deve essere quasi pronta all’uso.
Il profilo Standard non deve essere considerato meno professionale. Se viene illuminato e regolato bene, può produrre ottime immagini.
Regola pratica
Per un corto con molte scene diurne e una post-produzione preparata:
- Wide DR come profilo principale;
- Standard per le notturne debolmente illuminate.
Se si vuole assoluta uniformità, è possibile usare Wide DR anche di notte, ma bisogna fornire abbastanza luce e controllare attentamente il rumore.
* BILANCIAMENTO DEL BIANCO
Il bilanciamento automatico del bianco può cambiare durante una stessa inquadratura. Questo rende difficili i raccordi di montaggio.
Per un cortometraggio è preferibile usare:
- preset Daylight soltanto in luce solare coerente;
- preset Tungsten con lampade realmente al tungsteno;
- temperatura Kelvin impostata manualmente;
- bilanciamento personalizzato su cartoncino bianco o grigio;
- due memorie personalizzate per passare rapidamente tra interno ed esterno.
Valori orientativi:
- sole diretto: 5200-5600 K;
- cielo coperto: 6000-7000 K;
- tungsteno domestico: 2800-3200 K;
- LED caldi: 3000-3800 K;
- luce mista: 4000-4800 K.
Questi valori sono punti di partenza. Due lampade dichiarate a 3200 K possono avere dominanti differenti. Il bilanciamento personalizzato è più affidabile.
Non bisogna usare il bilanciamento del bianco per creare tutto il look. Una dominante eccessiva può rendere innaturale la pelle e lasciare meno margine al colorist.
* ESPOSIZIONE E ZEBRA
La GX10 permette di visualizzare zebra al 70% o al 100%.
Zebra al 70%
Può essere usata per controllare le zone più luminose del volto.
Non è necessario ricoprire completamente il viso con la zebra. È sufficiente che compaia sulle parti naturalmente più luminose:
- fronte;
- zigomo;
- naso;
- guancia rivolta verso la luce.
Zebra al 100%
Serve come allarme per le alte luci prossime alla saturazione.
È utile in:
- esterni;
- finestre;
- abiti bianchi;
- cielo;
- lampade presenti nell’inquadratura;
- superfici riflettenti.
Una lampadina può essere volutamente sovraesposta. Il volto dell’attore, invece, deve essere protetto.
* MESSA A FUOCO
Dialogo con un solo attore
Usare:
- Face Only AF;
- riquadro sul volto principale;
- controllo prima della ripresa;
- messa a fuoco manuale se l’attore rimane fermo.
La modalità Face Only può evitare che la macchina vada improvvisamente sullo sfondo quando perde il volto.
Dialogo con due attori
Se i due attori sono sullo stesso piano:
- diaframma f/4-f/5,6;
- focale moderata;
- autofocus su uno dei due oppure manuale;
- controllare che entrambi rientrino nella profondità di campo.
Se sono a distanze differenti, è meglio:
- girare un campo totale;
- realizzare campi e controcampi separati;
- evitare di chiedere all’autofocus di scegliere continuamente il personaggio narrativamente importante.
Inquadratura statica
La messa a fuoco manuale è spesso la soluzione più sicura. Utilizzare:
- peaking;
- ingrandimento del display;
- focus guide;
- segni a terra per l’attore;
- prova completa del movimento.
Movimento verso la camera
Usare il Dual Pixel AF con riconoscimento del volto, ma effettuare sempre un test. Se la luce è troppo bassa o il volto viene coperto, l’autofocus può perdere il soggetto.
* STABILIZZAZIONE
Camera su cavalletto
Disattivare la stabilizzazione oppure usare la modalità più neutra. Con il cavalletto, una stabilizzazione troppo aggressiva può tentare di correggere movimenti che non esistono.
Ripresa a mano libera grandangolare
Usare Dynamic IS quando si cammina o si segue un personaggio con focali corte.
Ripresa a mano libera normale
Usare Standard IS per piccoli movimenti controllati.
Teleobiettivo
Powered IS può essere utile per inquadrature quasi ferme con focali lunghe. Non deve essere usato per pan e movimenti rapidi, perché può contrastare intenzionalmente l’inizio del movimento.
La stabilizzazione non sostituisce:
- una buona postura;
- un cavalletto;
- un monopiede;
- un appoggio;
- un movimento provato.
* LE FOCALI DELLO ZOOM E IL LORO LINGUAGGIO
Per semplicità, le focali vengono indicate come equivalenti al formato 35 mm.
DA 25,5 A 35 MM - GRANDANGOLO
Ideale per:
- establishing shot, cioè inquadratura di presentazione;
- interni stretti;
- scene corali;
- commedie fisiche;
- camminate;
- riprese a mano;
- rapporto tra attore e ambiente;
- soggettive tese.
Qualità espressiva:
- aumenta la percezione dello spazio;
- avvicina lo spettatore all’azione;
- rende più evidenti i movimenti;
- può creare una leggera deformazione se il volto è troppo vicino;
- fa apparire più grandi le distanze tra primo piano e sfondo.
In commedia è molto utile perché permette di osservare contemporaneamente più personaggi e le loro reazioni.
In thriller può essere usato vicino al volto per creare disagio e instabilità.
DA 40 A 60 MM - FOCALE NATURALE
Ideale per:
- campi medi;
- dialoghi;
- due personaggi;
- riprese realistiche;
- scene in strada;
- interni;
- camera a spalla controllata.
Qualità espressiva:
- prospettiva equilibrata;
- distorsione ridotta;
- buon rapporto tra volto e ambiente;
- grande versatilità;
- effetto poco appariscente.
È la zona focale più sicura per un cortometraggio realistico.
DA 70 A 100 MM - RITRATTO E INTIMITÀ
Ideale per:
- primi piani;
- mezzi primi piani;
- dialoghi drammatici;
- reazioni;
- scene sentimentali;
- interviste;
- particolari del volto.
Qualità espressiva:
- comprime moderatamente lo spazio;
- separa meglio il soggetto;
- rende il volto più naturale;
- riduce la presenza dello sfondo;
- crea intimità.
È spesso la scelta migliore per i primi piani emotivi.
DA 120 A 200 MM - COMPRESSIONE E OSSERVAZIONE
Ideale per:
- dettagli a distanza;
- traffico;
- personaggi osservati da lontano;
- thriller;
- pedinamenti;
- momenti sentimentali discreti;
- sfondi compressi;
- folle.
Qualità espressiva:
- avvicina visivamente i piani;
- riduce la sensazione di distanza;
- isola il personaggio;
- crea un punto di vista da osservatore;
- aumenta la difficoltà di mantenere la camera stabile.
Utilizzare cavalletto, monopiede o Powered IS.
DA 200 A 382,5 MM - TELEOBIETTIVO SPINTO
Ideale per:
- particolari molto lontani;
- dettagli architettonici;
- sorveglianza;
- inquadrature di forte compressione;
- veicoli;
- animali;
- effetti visivi particolari.
Limiti:
- apertura massima ridotta a circa f/4,5;
- maggiore rischio di vibrazione;
- autofocus più delicato;
- aria calda e foschia più visibili;
- difficoltà negli interni;
- profondità di campo più critica.
Per un corto narrativo deve essere usato con misura. È una possibilità espressiva, non la focale normale.
* PRESET SCENA 1 - DIALOGO INTERNO DIURNO
Impostazioni consigliate
- formato: 4K 25p, 150 Mbps;
- otturatore: 1/50;
- modalità: manuale;
- look: Wide DR se la finestra è presente;
- diaframma: f/2,8-f/4 per un attore, f/4-f/5,6 per due;
- guadagno: 9-12 dB in Wide DR;
- bilanciamento: personalizzato;
- focale totale: 25,5-35 mm;
- focale two-shot: 35-50 mm;
- campi medi: 50-70 mm;
- primi piani: 70-100 mm;
- stabilizzazione: disattivata su cavalletto;
- fuoco: manuale o Face Only AF;
- zebra: 70% sui volti.
Illuminazione
Utilizzare:
- una fonte morbida a 45 gradi rispetto al volto;
- diffusione sulla finestra;
- pannello bianco per un leggero riempimento;
- tessuto nero sul lato opposto per creare contrasto;
- lampade pratiche nello sfondo;
- una piccola controluce, se motivata.
Non illuminare entrambi i lati del volto con la stessa intensità. Una leggera differenza crea volume.
Consiglio narrativo
Nel dramma, usare primi piani tra 70 e 100 mm e movimenti ridotti.
Nella commedia, mantenere più spesso il two-shot tra 35 e 50 mm, lasciando che il pubblico veda insieme azione e reazione.
Nel thriller, inserire elementi in primo piano, lasciare zone d’ombra e usare inquadrature leggermente più decentrate.
* PRESET SCENA 2 - INTERNO NOTTURNO CONTROLLATO
Impostazioni consigliate
- formato: 4K 25p;
- otturatore: 1/50;
- look: Standard se la luce è poca, Wide DR se il set è ben illuminato;
- diaframma: f/2,8 al lato grandangolare;
- guadagno: idealmente non oltre 12 dB;
- bilanciamento: 3000-4200 K;
- focale: 25,5-60 mm;
- primi piani: 60-85 mm;
- stabilizzazione: cavalletto;
- fuoco: manuale con peaking;
- zebra: 70% sul lato illuminato del volto.
Illuminazione
La scena notturna non deve essere realmente buia. Deve apparire buia.
Utilizzare:
- una lampada pratica visibile;
- una luce morbida fuori campo che ne imiti la direzione;
- un controluce leggero;
- negative fill;
- piccoli punti luce nello sfondo;
- pareti scure o bandiere per evitare riflessi eccessivi.
Per un look noir:
- luce laterale più dura;
- ombra controllata sul lato opposto;
- controluce;
- veneziane o elementi che proiettano forme;
- sfondo leggibile ma non uniforme.
Non sottoesporre il volto di due o tre stop sperando di recuperarlo. È meglio esporlo correttamente e scurire leggermente l’immagine in color correction.
* PRESET SCENA 3 - ESTERNO CON TRAFFICO
Impostazioni consigliate
Per il dialogo:
- 4K 25p;
- 1/50;
- Wide DR;
- filtri ND incorporati;
- f/4-f/5,6;
- guadagno minimo consentito dal profilo;
- bilanciamento 5200-6000 K o personalizzato;
- focale totale: 25,5-35 mm;
- dialogo: 50-85 mm;
- dettagli e traffico: 120-200 mm;
- stabilizzazione: Standard o cavalletto;
- audio: registratore esterno, lavalier e boom.
Per gli inserti in rallentamento:
- 4K 50p;
- 1/100;
- conformazione al 50% nella timeline 25p.
Illuminazione
In esterno è più importante modificare la luce che aggiungerne molta.
Utilizzare:
- diffusore sopra il volto;
- pannello bianco;
- tessuto nero per aumentare contrasto;
- posizione in ombra aperta;
- controluce naturale;
- filtro ND per conservare diaframma e otturatore.
Evitare il sole verticale diretto sul volto, soprattutto nelle ore centrali.
Audio
Il traffico è un problema più grave dell’immagine.
Servono:
- microfono direzionale vicino agli attori;
- due radiomicrofoni;
- antivento professionale;
- cuffie chiuse;
- registrazione di wild lines, cioè battute registrate separatamente;
- almeno un minuto di ambiente sonoro.
Il microfono montato sulla camera sarà quasi sempre troppo lontano.
* PRESET SCENA 4 - PARCO
Impostazioni consigliate
- 4K 25p;
- 1/50;
- Wide DR;
- f/2,8-f/4 per ritratti;
- f/4-f/5,6 per camminate a due;
- bilanciamento manuale;
- ND secondo necessità;
- 35-50 mm per walk and talk, cioè dialogo camminato;
- 70-100 mm per primi piani;
- 100-150 mm per comprimere alberi e sfondo;
- 150-200 mm per dettagli e osservazione;
- Dynamic IS soltanto nelle camminate grandangolari.
Attenzione alla luce tra gli alberi
Le foglie producono chiazze luminose e ombre irregolari sul volto. Questo può essere difficile da correggere.
Meglio:
- girare in ombra aperta;
- utilizzare un diffusore;
- posizionare l’attore con il sole alle spalle;
- usare un pannello per riportare luce sul volto;
- evitare che l’attore si muova continuamente tra sole e ombra.
Look per genere
Commedia:
- campi più larghi;
- due personaggi nello stesso quadro;
- colori leggermente più vivi;
- movimento fluido.
Dramma:
- focali 70-120 mm;
- sfondo più compresso;
- macchina più ferma;
- contrasto morbido.
Thriller:
- 120-200 mm;
- rami e oggetti in primo piano;
- punto di vista nascosto;
- suoni fuori campo;
- composizioni asimmetriche.
* PRESET SCENA 5 - NOTTURNA CONTROLLATA THRILLER O NOIR
Impostazioni consigliate
- 4K 25p;
- 1/50;
- Standard per ridurre il guadagno, oppure Wide DR con sufficiente luce;
- f/2,8;
- guadagno tra 0 e 12 dB in Standard;
- bilanciamento 3200-4300 K;
- focale 25,5-50 mm per movimento;
- 50-85 mm per dialogo;
- 85-135 mm per osservazione e suspense;
- cavalletto o monopiede;
- fuoco manuale;
- zebra 70% sulla parte illuminata della pelle.
Schema luminoso semplice
Una scena noir può essere costruita con:
- una fonte laterale motivata da lampione, finestra o lampada;
- un controluce per separare il personaggio;
- negative fill sul lato in ombra;
- un piccolo punto luce sullo sfondo;
- atmosfera sonora forte.
Non illuminare tutta la location. Illuminare ciò che serve alla scena.
Il mistero nasce dalla selezione, non dalla semplice oscurità.
* PRESET SCENA 6 - COMMEDIA CON PIÙ ATTORI
Impostazioni consigliate
- 4K 25p;
- 1/50;
- Standard o Wide DR secondo il contrasto;
- f/4-f/5,6;
- 25,5-35 mm per il master;
- 40-60 mm per gruppi;
- 70-100 mm per reazioni;
- cavalletto con testa fluida;
- fuoco manuale oppure zona AF controllata;
- luce morbida e abbastanza uniforme.
Perché usare focali più corte
La commedia vive spesso nel rapporto tra:
- chi compie l’azione;
- chi la osserva;
- chi reagisce;
- l’oggetto coinvolto;
- lo spazio.
Un primo piano troppo stretto può eliminare la reazione che fa ridere.
È consigliabile girare un buon master shot, cioè una ripresa completa della scena, prima di realizzare campi e controcampi. Questo protegge il timing degli attori e offre al montatore una base solida.
* PRESET SCENA 7 - AZIONE OD INSEGUIMENTO
Impostazioni consigliate
- 4K 50p;
- 1/100;
- Wide DR in esterno;
- diaframma f/4-f/5,6;
- focale 25,5-50 mm per seguire il soggetto;
- Dynamic IS;
- autofocus con volto o tracking;
- 85-135 mm per dettagli da posizione stabile;
- audio ambiente separato;
- rallentamento al 50% nella timeline 25p.
Non usare lo zoom tele mentre si corre. Il risultato sarà instabile e difficile da mettere a fuoco.
Per aumentare l’energia si può alternare:
- campo largo stabile;
- camera a mano vicina;
- dettagli;
- punto di vista del personaggio;
- inquadrature tele da lontano.
* COME OTTENERE UN LOOK CINEMATOGRAFICO
Il look cinematografico non deriva principalmente dalle bande nere, dalla sfocatura o da una LUT.
Deriva da:
- controllo della luce;
- composizione;
- coerenza delle focali;
- movimento motivato;
- esposizione corretta;
- scenografia;
- costumi;
- palette;
- suono;
- montaggio;
- recitazione.
Limitare le focali
Anche se lo zoom offre un’ampia escursione, conviene scegliere tre zone principali per tutto il corto.
Esempio:
- 30 mm per totali e scene corali;
- 55 mm per campi medi;
- 85 mm per primi piani.
Questa disciplina crea coerenza visiva.
Non abusare dello zoom
Lo zoom durante la ripresa può essere usato per:
- rivelare un dettaglio;
- creare disagio;
- sottolineare una scoperta;
- imitare una ripresa documentaria;
- seguire un evento imprevedibile.
Non deve essere impiegato solo perché è disponibile.
Tenere la macchina ferma quando la scena lo richiede
Una macchina sempre in movimento non appare automaticamente moderna.
Nel dramma, una camera ferma può dare agli attori spazio per respirare.
Nella commedia, può proteggere la coreografia.
Nel thriller, può creare attesa.
Il movimento deve corrispondere a un cambiamento narrativo.
Curare lo sfondo
Prima di girare, controllare:
- oggetti troppo luminosi;
- prese e cavi;
- bottiglie con etichette;
- colori casuali;
- elementi che sembrano uscire dalla testa dell’attore;
- comparse che guardano in macchina;
- finestre sovraesposte;
- specchi;
- riflessi dell’operatore.
Una scenografia semplice ma controllata vale più di una location ricca e disordinata.
* ACCESSORI CONSIGLIATI
AUDIO - PRIORITÀ ASSOLUTA
Registratore esterno
Caratteristiche consigliate:
- almeno due ingressi XLR;
- alimentazione phantom;
- registrazione a 24 bit o 32 bit float;
- limitatori;
- controllo cuffie;
- file WAV a 48 kHz.
Microfono per interni
Preferire un microfono ipercardioide o supercardioide corto, meno sensibile ai riflessi delle pareti rispetto a molti shotgun lunghi.
Microfono per esterni
Usare un shotgun corto o medio con:
- sospensione elastica;
- antivento in schiuma;
- blimp;
- protezione pelosa esterna.
Asta boom
Deve permettere al microfonista di avvicinare il microfono agli attori senza entrare nell’inquadratura.
Radiomicrofoni
Almeno due trasmettitori per dialoghi:
- in strada;
- nelle camminate;
- nei campi larghi;
- nelle scene con movimenti difficili per il boom.
Cuffie chiuse
Il fonico deve ascoltare continuamente:
- rumori dei vestiti;
- interferenze;
- traffico;
- frigoriferi;
- condizionatori;
- riverbero;
- distorsione.
Ciak
Serve per:
- sincronizzare audio e video;
- identificare scena e take;
- organizzare il montaggio.
LUCI
Una luce COB principale
Potenza consigliata:
- 100-150 W per piccoli interni;
- 200-300 W per maggiore versatilità;
- attacco per softbox;
- funzionamento silenzioso;
- buona resa cromatica.
Softbox con griglia
La griglia impedisce alla luce di spargersi su tutta la stanza e permette di modellare meglio il volto.
Seconda luce più piccola
Può essere usata come:
- controluce;
- luce sullo sfondo;
- imitazione di una lampada;
- rinforzo dalla finestra.
Pannelli o tubi LED
Utili per:
- corridoi;
- automobili;
- piccoli spazi;
- effetti cromatici;
- sfondi;
- luci pratiche.
Riflettore 5 in 1
Serve per:
- riempire;
- diffondere;
- sottrarre luce;
- creare un leggero controluce;
- intervenire rapidamente in esterno.
Tessuti neri e bandiere
Il negative fill è spesso più importante di una nuova lampada. Togliere luce da un lato del volto aumenta profondità e contrasto.
Stativi e sacchi di sabbia
La sicurezza viene prima dell’immagine. Ogni stativo deve essere stabilizzato.
* SUPPORTI VIDEO
Cavalletto con testa fluida
È l’accessorio video più importante dopo l’audio.
Deve sostenere comodamente:
- camera;
- microfono;
- monitor;
- eventuali accessori.
Una testa fotografica non produce pan e tilt altrettanto fluidi.
Monopiede
Utile per:
- esterni;
- eventi;
- cambi rapidi di posizione;
- focali medio-lunghe;
- scene con spazi ridotti.
Supporto a spalla
Può rendere più stabile la camera a mano e distribuire il peso.
Monitor esterno
Un monitor da 5-7 pollici con:
- waveform;
- false colour;
- peaking;
- ingrandimento;
- paraluce;
può facilitare molto esposizione e messa a fuoco.
Poiché il collegamento HDMI è un punto delicato, utilizzare un cavo corto, un fermacavo e una protezione del connettore.
Slider
È opzionale. Può essere utile per piccoli movimenti di avvicinamento o laterali, ma non deve diventare un effetto ripetuto.
Gimbal
Non è il primo accessorio da acquistare. La GX10 possiede già stabilizzazione e una forma adatta alla ripresa a mano. Un buon cavalletto e un buon operatore sono generalmente più utili.
* ACCESSORI PER LA CAMERA
- almeno due batterie aggiuntive;
- caricatore supplementare;
- alimentatore per riprese lunghe;
- due schede SD U3 affidabili;
- altre due schede di riserva;
- lettore SD veloce;
- borsa imbottita;
- copertura antipioggia;
- kit di pulizia;
- filtro polarizzatore circolare da 58 mm;
- filtro diffusion molto leggero, per esempio 1/8, dopo test;
- adattatore grandangolare per location strette;
- cavo mini HDMI di qualità;
- fermacavo;
- telecomando;
- nastro telato;
- fascette;
- pennarelli e etichette.
SCHEDA E AUTONOMIA
A 150 Mbps, una registrazione 4K occupa circa 18,75 megabyte al secondo.
Indicativamente:
- una scheda da 64 GB contiene poco meno di un’ora;
- una scheda da 128 GB contiene quasi due ore;
- due schede in registrazione simultanea non raddoppiano la durata, perché creano due copie dello stesso materiale;
- in relay recording, invece, la seconda scheda continua quando la prima è piena.
Per un cortometraggio è preferibile la registrazione simultanea. Avere subito una copia di sicurezza è più importante che massimizzare la durata.
* WORKFLOW DI PRODUZIONE
PRIMA DELLE RIPRESE
Aggiornare e verificare la macchina
- controllare il firmware disponibile;
- verificare entrambi gli slot;
- provare il collegamento HDMI;
- controllare ingresso microfono e cuffie;
- testare zoom e messa a fuoco;
- verificare eventuali pixel anomali;
- controllare le batterie;
- formattare le schede nella macchina.
Girare test reali
Non limitarsi a riprendere oggetti in casa.
Testare:
- pelle chiara e scura;
- abiti bianchi e neri;
- finestre;
- luce solare;
- LED;
- tungsteno;
- interni notturni;
- autofocus con più attori;
- guadagno a 6, 9, 12, 15 e 18 dB;
- Standard e Wide DR;
- focali corte e lunghe.
Montare e colorare i test prima di iniziare il corto.
Stabilire una scheda tecnica del progetto
Annotare:
- risoluzione;
- frame rate;
- shutter;
- profilo;
- bilanciamenti principali;
- limite di guadagno;
- focali narrative;
- impostazioni audio;
- nomenclatura dei file;
- struttura delle cartelle.
DURANTE LE RIPRESE
Per ogni scena:
- controllare frame rate e shutter;
- effettuare il bilanciamento del bianco;
- scegliere il filtro ND;
- regolare diaframma e guadagno;
- verificare zebra;
- controllare il fuoco;
- ascoltare l’audio;
- fare il ciak;
- girare la scena;
- rivedere almeno la take preferita;
- annotare le take buone;
- registrare room tone e suoni aggiuntivi.
Copertura minima della scena
Per un dialogo:
- master shot completo;
- campo medio del primo attore;
- campo medio del secondo;
- primo piano del primo;
- primo piano del secondo;
- reazioni;
- dettagli delle mani o degli oggetti;
- ambiente vuoto;
- room tone;
- battute pulite registrate separatamente, se necessario.
Non è obbligatorio usare ogni inquadratura nel montaggio. È però utile avere possibilità di scelta.
GESTIONE DEI DATI
Dopo ogni giornata:
- copiare la scheda su disco principale;
- creare una seconda copia;
- usare un software con verifica checksum;
- mantenere intatta la struttura delle cartelle;
- non rinominare subito i singoli file originali;
- creare una cartella per audio;
- conservare i rapporti di edizione;
- non formattare le schede finché non esistono almeno due copie verificate.
Struttura possibile:
PROGETTO
- 01_VIDEO_ORIGINALI
- 02_AUDIO_ORIGINALE
- 03_PROXY
- 04_PROGETTO_MONTAGGIO
- 05_GRAFICA
- 06_MUSICA
- 07_SOUND_DESIGN
- 08_COLOR
- 09_EXPORT
- 10_DOCUMENTI
* WORKFLOW DI MONTAGGIO
Timeline
Impostare:
- 3840 x 2160;
- 25 fotogrammi al secondo;
- audio a 48 kHz;
- spazio colore coerente con la consegna finale.
Proxy
I file 4K H.264 possono essere pesanti per computer meno potenti.
Creare proxy a bassa risoluzione consente:
- montaggio più fluido;
- sincronizzazione rapida;
- minore carico sul computer;
- conservazione dei file originali per export e color correction.
Materiale 50p
Interpretare o conformare le clip 50p a 25p per ottenere un rallentamento al 50%.
Non rallentare automaticamente ogni clip. Lo slow motion deve avere funzione narrativa.
Sincronizzazione audio
Usare:
- ciak;
- waveform audio;
- timecode interno come riferimento;
- traccia scratch registrata in camera.
Controllare manualmente le scene lunghe per escludere eventuali slittamenti.
COLOR CORRECTION
Primo passaggio - uniformità
Correggere:
- esposizione;
- bilanciamento;
- dominanti;
- raccordi campo-controcampo;
- luminosità dei volti;
- differenze tra giorni di ripresa.
Secondo passaggio - contrasto
Con Wide DR:
- creare un contrasto moderato;
- proteggere le alte luci;
- non schiacciare i neri;
- controllare i mezzitoni;
- mantenere pelle naturale.
Non applicare una LUT Canon Log.
Terzo passaggio - look
Costruire il look con interventi delicati:
- leggero contrasto cromatico caldo-freddo;
- saturazione selettiva;
- controllo del verde;
- pelle protetta;
- sfondi meno competitivi;
- eventuale grana molto sottile.
Il file a 8 bit non deve essere sottoposto a trasformazioni violente.
* LOOK PER GENERE
DRAMMA
- Wide DR;
- saturazione moderata;
- focali 50-100 mm;
- camera stabile;
- luce laterale morbida;
- sfondi semplici;
- primi piani protetti;
- montaggio sulle reazioni.
THRILLER
- Standard o Wide DR secondo la luce;
- focali 25,5-50 mm per tensione ravvicinata;
- 85-200 mm per osservazione;
- composizioni decentrate;
- controluce;
- negative fill;
- suono fuori campo;
- macchina ferma alternata a movimenti brevi.
NOIR
- luce dura motivata;
- neri con dettaglio;
- pelle correttamente esposta;
- toni freddi o neutri con pratiche calde;
- focali 50-135 mm;
- inquadrature attraverso porte, vetri, tende e oggetti.
COMMEDIA
- focali 25,5-60 mm;
- profondità di campo sufficiente;
- master shot;
- luce morbida e leggibile;
- colori naturali;
- spazio per la gestualità;
- montaggio che protegge il timing.
ROMANTICO
- focali 70-135 mm;
- controluce morbido;
- sfondo distante;
- diaframma aperto;
- movimento lento;
- toni della pelle caldi ma realistici;
- diffusion filter molto leggero, se testato.
REALISMO SOCIALE
- focali 25,5-50 mm;
- macchina a mano controllata;
- luce naturale modificata;
- Wide DR;
- scenografia autentica;
- audio ambientale ricco;
- colore non eccessivamente patinato.
* COME RENDERE IL CORTO COMPETITIVO NEI FESTIVAL
La camera deve diventare invisibile. Un selezionatore non dovrebbe pensare: “È stato girato con una videocamera compatta.”
Dovrebbe pensare: “Questa storia è raccontata con coerenza.”
Per ottenere questo risultato:
- non cambiare look continuamente;
- non abusare dello zoom;
- non usare autofocus visibilmente nervoso;
- non lasciare il bilanciamento automatico;
- non girare notturne senza luce;
- non affidarsi al microfono incorporato;
- non usare ogni tipo di movimento disponibile;
- non montare troppo velocemente per nascondere errori;
- non applicare LUT aggressive;
- non sacrificare la recitazione per un’inquadratura complicata.
Gli elementi che rendono più professionale un corto sono spesso semplici:
- dialoghi comprensibili;
- occhi a fuoco;
- alte luci controllate;
- movimenti fluidi;
- raccordi coerenti;
- location silenziose;
- costumi pensati;
- oggetti significativi;
- interpretazioni naturali;
- durata disciplinata;
- finale forte.
CONFIGURAZIONE DEFINITIVA CONSIGLIATA
Per la maggior parte di un cortometraggio narrativo:
- registrazione 4K UHD;
- 25p;
- 150 Mbps;
- modalità manuale;
- shutter 1/50;
- Wide DR nelle scene adeguatamente illuminate;
- Standard nelle notturne con poca luce;
- bilanciamento manuale;
- diaframma tra f/2,8 e f/5,6;
- guadagno più basso possibile;
- limite pratico ordinario intorno a 12 dB;
- nitidezza leggermente ridotta;
- zoom digitale disattivato;
- zebra al 70% per i volti;
- zebra al 100% quando si devono proteggere finestre e cielo;
- Face Only AF per movimenti semplici;
- fuoco manuale per riprese statiche e primi piani;
- dual recording sulle due schede;
- audio manuale con picchi intorno a -12 dBFS;
- limiter attivo;
- cuffie sempre collegate;
- timecode Rec Run;
- griglia e livella attive;
- stabilizzazione disattivata sul cavalletto;
- Standard o Dynamic IS a mano libera;
- Powered IS soltanto per teleobiettivi quasi statici.
* VALUTAZIONE FINALE
La Canon LEGRIA GX10 conviene soprattutto quando il videomaker cerca:
- una macchina completa;
- un sistema facile da trasportare;
- tempi di preparazione brevi;
- uno zoom realmente versatile;
- autofocus utile;
- filtri ND incorporati;
- registrazione 4K;
- doppia scheda;
- stabilizzazione;
- controlli manuali;
- una profondità di campo gestibile;
- una macchina adatta a imparare la grammatica della ripresa.
Conviene meno quando il progetto richiede (da limmaker esperto):
- 10 bit interno;
- Canon Log;
- RAW;
- ingressi XLR incorporati;
- ottiche intercambiabili;
- sfocato molto pronunciato;
- riprese quasi al buio;
- effetti visivi complessi;
- chroma key impegnativo;
- look estremamente manipolato in post-produzione.
Se acquistata in buone condizioni e ad un prezzo proporzionato alla sua età ed ai suoi limiti, può ancora essere uno strumento molto utile per un cortometraggio indipendente. Prima dell’acquisto è necessario controllare attentamente:
- lente;
- stabilizzatore;
- zoom;
- autofocus;
- filtri ND;
- display;
- mirino;
- ingresso audio;
- uscita cuffie;
- HDMI;
- entrambi gli slot;
- batteria;
- alimentatore;
- registrazione continua;
- eventuali pixel difettosi.
La sua forza principale non consiste nel produrre automaticamente un’immagine cinematografica. Consiste nel rendere più semplice il processo necessario per costruirla.
Per un videomaker principiante questo è un vantaggio enorme. Una macchina meno complessa permette di concentrare l’attenzione su ciò che rende davvero importante un cortometraggio: dove collocare gli attori, perché muovere la camera, quale volto osservare, quando lasciare un silenzio, che cosa mostrare e, soprattutto, quale storia raccontare.







