KIT DI SCRITTURA ISPIRATI ALLO SPIRITO DEL FILM
"FINALEMENT" di Claude Lelouch

Come prendere da un grande film un principio creativo
senza copiarne la storia

padre ritardo teatro 700

Finalement - Storia di una tromba che si innamora di un pianoforte (2024), scritto e diretto da Claude Lelouch, è costruito come una sorta di malinconica favola musicale e sentimentale on the road: un uomo maturo entra in crisi rispetto alla propria vita, si mette in viaggio, incontra persone, racconta e reinventa se stesso, mentre la musica accompagna la ricerca di qualcosa di più autentico.

Fra gli spettatori, e non la maggior parte, che lo hanno amato, però, ricorrono gli apprezzamenti per alcuni elementi molto precisi: la musica, la filosofia positiva della vita, il tono malinconico, gli incontri casuali, gli attori, i paesaggi e quella capacità tipicamente lelouchiana di passare dalla leggerezza ad una improvvisa emozione.

È proprio da questo “DNA” che si può partire, senza copiare né il personaggio di Lino, né il suo mestiere, né il suo viaggio, né le situazioni del film. Le tre storie che seguiranno utilizzeranno liberamente alcuni principi: un personaggio arrivato ad un punto di saturazione, la necessità di ricominciare, il valore della verità, l'incontro imprevisto, la musica od il ritmo come linguaggio emotivo, il viaggio esterno come riflesso di quello interiore ed un sentimento che arriva quando il protagonista pensava di avere ormai capito tutto della propria vita.

barracolore lunga


Kit n°1 - Titolo: LE PAROLE CHE NON HO SCRITTO

- Genere

Commedia drammatica sentimentale, con una vena malinconica.

- Durata

15-18 minuti.

- Logline

Cesare, cinquantasette anni, scrive da trent’anni discorsi perfetti per persone che spesso non credono a ciò che dicono.
Il giorno in cui rifiuta improvvisamente di scrivere l’ennesima elegante menzogna, abbandona l’ufficio ed incontra Lara, una donna che accorda pianoforti ma detesta le frasi “ben aggiustate”.
In poche ore Cesare dovrà decidere se tornare alla vita che sa raccontare benissimo o cominciare finalmente a vivere quella che non ha mai saputo scrivere.


* I personaggi principali

CESARE BELLINI di 57 anni

Cesare è un ghostwriter professionista. Scrive discorsi per dirigenti, professionisti, presidenti di associazioni, imprenditori. È molto bravo. Forse troppo.
Sa trasformare una sconfitta in “un nuovo inizio”, un licenziamento collettivo in “una fase di trasformazione”, una separazione societaria in “un percorso di crescita”.

Ha costruito la propria reputazione sulla capacità di trovare sempre la frase giusta.
Il problema è che ormai utilizza la stessa tecnica anche nella vita privata.

Alla figlia venticinquenne, Giulia, che gli rimprovera di non esserci mai, risponde con frasi impeccabili.
All’ex moglie dice che “hanno seguito strade diverse”.

Quando qualcuno gli domanda se è felice, risponde che è “in una fase interessante”.
Non mente propriamente. Rende elegante ciò che non vuole affrontare.

Il suo difetto fondamentale è quindi sottile: non è un bugiardo. È un uomo che trasforma la verità in una versione più sopportabile.

LARA VENTURI di 52 anni

Lara accorda e restaura pianoforti. È separata, vive da sola e possiede un piccolo laboratorio ricavato nel retro di una sala prove. È ironica, concreta, poco impressionabile.

Per professione ascolta le imperfezioni: una corda leggermente alta, una nota che vibra male, un martelletto consumato.

La sua filosofia è opposta a quella di Cesare. Per lei non bisogna far sembrare uno strumento perfetto.
Bisogna capire perché non suona più come dovrebbe.

Non cerca un uomo. Non considera Cesare particolarmente affascinante quando lo incontra.
Diventa curiosa quando si accorge che lui, pur essendo un professionista delle parole, è incapace di formulare una semplice frase sincera su se stesso.

GIULIA di 25 anni

Figlia di Cesare. Ha un ruolo relativamente breve ma decisivo.

Sta debuttando quella sera in un piccolo spettacolo teatrale. 
Ha invitato suo padre molte settimane prima.
Cesare le ha promesso che sarebbe andato. Come molte altre volte.
Giulia non crede più alle promesse del padre.
Ed è proprio questo il problema.


* LA STORIA NEI PASSAGGI NARRATIVI

1. Cesare è nel proprio elegante ufficio davanti al computer. Sul monitor leggiamo un discorso destinato al direttore di un’azienda che sta licenziando quaranta dipendenti.

2. Il dirigente gli chiede di rendere il passaggio “più umano”.

3. Cesare scrive una bellissima frase sulla necessità del cambiamento.

4. La rilegge.

5. Per la prima volta gli sembra insopportabile.

6. Cancella tutto e scrive: “Vi stiamo licenziando perché abbiamo sbagliato molte decisioni.”

7. Il dirigente crede che stia scherzando.

8. Cesare risponde: “No. È solo la prima frase vera che scriviamo da stamattina.”

9. Esce dall’ufficio senza sapere esattamente se si sia licenziato o sia stato licenziato.

10. Spegne il telefono. Per la prima volta da anni cammina senza un appuntamento.

11. Comincia a piovere e Cesare entra in una piccola sala prove per ripararsi.

12. Dal fondo sente continuamente la stessa nota di pianoforte.

13. Lara sta accordando un vecchio verticale. Suona un LA, ascolta, modifica, suona nuovamente.

14. Cesare le domanda quanto tempo sia necessario per “farlo suonare bene”.

15. Lara risponde: “Bene per chi?”

16. Cesare rimane nel laboratorio mentre aspetta che smetta di piovere. Cominciano a parlare.

17. Lara scopre il suo mestiere e gli chiede di inventare una bella frase per descrivere un pianoforte malandato.

18. Cesare improvvisa una formula splendida. Lara lo interrompe: “Ha tre corde rotte e un pedale che non funziona. Cominciamo da lì.”

19. Cesare ride. Poi si accorge che è esattamente ciò che non fa mai con la propria vita.

20. Lara gli domanda dove dovrebbe essere quella sera. Cesare risponde evasivamente.

21. Finalmente ammette che la figlia debutta a teatro e che probabilmente non vuole più vederlo perché lui ha mancato quasi tutti i momenti importanti della sua vita.

22. Lara non lo consola. Gli chiede semplicemente: “A che ora comincia?”

23. Mancano venticinque minuti. Cesare corre verso il piccolo teatro.

24. Arriva quando lo spettacolo è già iniziato, ma Giulia lo vede dal palco. Non sorride. Però lo vede.

25. Nel finale, Cesare non telefona a Lara per proporle una cena. Le invia soltanto un messaggio: “Sono arrivato in ritardo.” Lara risponde: “Questa è buona. Non correggerla.”

È il primo testo di Cesare che rimane esattamente come è stato scritto.


* CINQUE SCENE DETERMINANTI

SCENA 1 - La frase aziendale

DIRIGENTE
Deve sembrare meno traumatico.

CESARE
Stiamo mandando a casa quaranta persone.

DIRIGENTE
Appunto. Trovi qualcosa di positivo.

Cesare osserva il testo.

CESARE
Potremmo scrivere che il parcheggio sarà molto più comodo.

Il dirigente lo guarda.

DIRIGENTE
Cesare.

CESARE
Era la cosa più positiva che mi veniva.

È la prima crepa.


SCENA 2 - Il pianoforte

CESARE
Quanto ci vuole per farlo tornare perfetto?

Lara continua ad accordare.

LARA
Perfetto non lo diventa.

CESARE
Bel modo di vendere il lavoro.

LARA
Non vendo perfezione.

Suona una nota.

LARA
Vendo questo.

CESARE
Una nota?

LARA
Una nota che finalmente assomiglia a se stessa.

Cesare smette di sorridere.


SCENA 3 - Il mestiere di Cesare

LARA
Quindi scrivi cose che poi dicono altri.

CESARE
È più complicato.

LARA
Naturalmente.

CESARE
Devo trovare il modo giusto di dire una cosa.

LARA
No.

Cesare la guarda.

LARA
Trovi il modo giusto perché una cosa faccia meno male.


SCENA 4 - La figlia

LARA
Dove dovresti essere?

CESARE
Da nessuna parte.

Lara continua a lavorare.

Cesare resiste.

CESARE
Mia figlia recita stasera.

LARA
E tu sei qui.

CESARE
Non credo che cambi molto se vado.

Lara finalmente lo guarda.

LARA
Questa l’hai scritta tu o te l’ha commissionata qualcuno?


SCENA 5 - Il messaggio finale

Cesare è seduto in fondo alla sala.

Applausi. 
Giulia saluta dal palco.
Lo vede.

Più tardi Cesare scrive a Lara: SONO ARRIVATO IN RITARDO.

Esita.

Sta per aggiungere: “ma almeno…”

Cancella.
Invia soltanto la prima frase.

La risposta: QUESTA È BUONA. NON CORREGGERLA.

Cesare sorride.

FINE.


* IL FINALE INASPETTATO

Il pubblico potrebbe aspettarsi che Cesare torni da Lara e che il cortometraggio termini con la nascita di una relazione.
Non accade.

Lara non è il “premio” destinato a salvare l’uomo.
Ha svolto una funzione più interessante: lo ha messo davanti a se stesso.

La vera storia d’amore appena iniziata potrebbe riguardare Lara, ma il primo rapporto che Cesare deve recuperare è quello con la figlia.

L’elemento romantico rimane aperto nel messaggio finale.
È una possibilità.
Non una soluzione.


* Temi

La verità e le sue versioni; l'eleganza come forma di difesa; paternità; la seconda possibilità; lavoro e identità; autenticità; incontri casuali; amore maturo; imparare a smettere di giustificarsi.


* Suggerimenti per lo sceneggiatore

Non fare in modo che Cesare cambi completamente in venti minuti. Sarebbe poco credibile.

Deve semplicemente compiere la prima azione che contraddice il suo vecchio comportamento.

Puoi utilizzare per tutto il corto la metafora dell’accordatura senza mai spiegarla apertamente.

Inserirei tre momenti nei quali Cesare corregge automaticamente una frase pronunciata da qualcuno. Nel finale, invece, non corregge la propria. È questo il suo arco.

Eviterei un lungo antefatto sul matrimonio fallito. Bastano due o tre dettagli.

Il vero soggetto è: Un uomo che ha sempre saputo trovare parole migliori impara finalmente ad accettare quelle vere.


* Suggerimenti al regista

La prima parte nell’ufficio dovrebbe essere geometricamente controllata: macchina stabile, ambiente ordinato, linee verticali.

Nel laboratorio di Lara la macchina può diventare progressivamente più libera.

Non realizzerei una regia troppo vistosamente romantica.
Il sentimento deve emergere dalla conversazione.

Molto importante il pianoforte: non come elemento decorativo ma come terzo personaggio.

Lara potrebbe continuare ad accordarlo anche mentre Cesare parla, fermandosi soltanto quando lui pronuncia finalmente qualcosa di autentico.


* Indicazioni  per gli attori

Cesare non deve essere inizialmente triste.

Deve essere bravo a stare bene. È molto più interessante.

La crisi arriva quando improvvisamente non riesce più a credere alla propria versione.

Lara non deve essere la donna misteriosa e saggia che risolve l’uomo. Deve essere concreta, anche brusca.

La possibile attrazione dovrebbe emergere soltanto in due o tre sguardi. Meglio poco.


* Direzione della fotografia

Ufficio: luce neutra, uniforme, vetro, riflessi controllati; focali normali 40-50 mm equivalenti.

Laboratorio: luce laterale naturale o simulata, legno, texture, polvere; 50-85 mm.

Teatro finale: temperatura più calda, volto di Cesare inizialmente nel buio del pubblico e gradualmente illuminato dal riflesso del palco.

Un dettaglio molto bello potrebbe essere la mano di Lara sul meccanismo del pianoforte: non il tasto che vediamo normalmente, ma ciò che accade dietro.

È esattamente ciò che il film vuole fare con Cesare.


* Per il Montaggio

All’inizio: tagli precisi e relativamente rapidi.

Con Lara: rallentare. E lasciare vuoti. Piccoli silenzi.

Nel finale teatrale non serve dialogo fra padre e figlia.

Uno sguardo può essere sufficiente.

Il messaggio sul telefono conclude ciò che le parole pronunciate non potrebbero migliorare.


* Perché vale la pena realizzarlo

È economico: tre attori significativi, quattro location semplici, nessuna scena complessa.

Ma possiede un tema adulto ed immediatamente comprensibile.

E soprattutto permette di prendere un elemento molto lelouchiano come la necessità di reinventarsi attraverso un incontro, e trasformarlo in qualcosa di completamente originale.

_____________________________________
Link al Kit n° 2

    * ATTENZIONELe idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.