Guida pratica per trasformare una semplice idea comica
in una storia completa di 20-30 minuti

Scrivere una commedia non significa soltanto inventare battute divertenti. Una buona commedia cinematografica nasce da una situazione seria vissuta da personaggi che, nel tentativo di risolverla, peggiorano progressivamente le cose.
Il pubblico ride perché riconosce una verità umana: la paura di fare una brutta figura, il bisogno di essere accettati, l’orgoglio, la gelosia, la menzogna, l’ambizione, la difficoltà di ammettere un errore. Il personaggio comico non sa di trovarsi dentro una commedia. Per lui il problema è reale, urgente e spesso persino drammatico.
Questa è la prima regola fondamentale: il personaggio deve prendere molto sul serio una situazione che lo spettatore può trovare divertente.
Un uomo che mente durante un colloquio di lavoro non pensa di essere buffo. Teme di essere scoperto e di perdere l’impiego.
Una donna che incontra per errore l’uomo sbagliato durante un appuntamento al buio non cerca una gag. Sta tentando di non apparire confusa, sola o disperata.
Una famiglia che vuole realizzare una fotografia perfetta non pensa di essere ridicola. Vuole dimostrare a se stessa ed agli altri di essere ancora unita.
La comicità nasce dalla distanza tra ciò che i personaggi vogliono mostrare e ciò che realmente sono.
Per rendere pratica questa guida, partiremo da tre idee di poche parole e le svilupperemo progressivamente.
Esempio 1 - “Il tavolo delle sette”
Due sconosciuti vengono scambiati per i rispettivi partner di appuntamenti al buio.
Esempio 2 - “Il curriculum perfetto”
Un candidato mente sulle proprie competenze durante un colloquio di lavoro.
Esempio 3 - “Fuori fuoco”
Una famiglia in conflitto cerca di realizzare una fotografia perfetta per gli ottant’anni della nonna.
Alla fine dell’articolo, questi tre spunti saranno diventati tre cortometraggi completi, con protagonisti, conflitti, escalation, scene, finali e possibilità produttive concrete.
1. INDIVIDUARE IL MOTORE COMICO
Il primo elemento da trovare è il comic engine (motore comico), cioè il meccanismo che continua a produrre situazioni divertenti per tutta la durata del film.
Una battuta può far ridere una volta. Un motore comico può generare dieci scene.
Un buon motore comico contiene generalmente quattro elementi:
- un personaggio che vuole ottenere qualcosa;
- una situazione che lo ostacola;
- un difetto personale che gli impedisce di reagire correttamente;
- una progressione per cui ogni tentativo peggiora il problema.
Il motore comico può essere fondato sull’equivoco, sulla menzogna, sull’incompatibilità tra personaggi, su una regola assurda, su un segreto, su una scadenza o su un errore che nessuno ha il coraggio di confessare.
* Come si sviluppano i tre esempi
- “Il tavolo delle sette”
Il motore comico è l’equivoco. Marta e Davide arrivano nella stessa trattoria per due diversi appuntamenti al buio. La proprietaria del locale li fa sedere insieme. Entrambi pensano che l’altro sia la persona descritta dagli amici, anche se molti dettagli non coincidono.
La comicità può continuare perché entrambi interpretano ogni stranezza come un difetto del proprio accompagnatore.
- “Il curriculum perfetto”
Il motore comico è la menzogna crescente. Giulio ha scritto nel curriculum di conoscere perfettamente l’inglese, i programmi informatici, la gestione delle emergenze e perfino le tecniche di primo soccorso.
Durante il colloquio, una serie di problemi lo costringe a dimostrare proprio quelle competenze che non possiede.
- “Fuori fuoco”
Il motore comico è il contrasto tra immagine e realtà. La famiglia Moretti vuole apparire unita nella fotografia per la nonna, ma ogni tentativo di mettersi in posa fa emergere rancori, gelosie e segreti.
Più il fotografo cerca di ottenere una posa armoniosa, più la famiglia si disgrega.
2. SCEGLIERE IL TIPO DI COMMEDIA
La commedia può assumere forme molto differenti. Prima di scrivere bisogna capire quale esperienza si vuole offrire allo spettatore.
Le principali possibilità sono:
- romantic comedy (commedia romantica): il centro è la relazione sentimentale;
- comedy of errors (commedia degli equivoci): la storia nasce da identità scambiate, informazioni incomplete o false interpretazioni;
- workplace comedy (commedia sul luogo di lavoro): il conflitto nasce da gerarchie, colleghi, ambizione e burocrazia;
- family comedy (commedia familiare): il materiale comico deriva da parenti, generazioni e vecchi conflitti;
- satire (satira): si criticano comportamenti sociali, istituzioni o mode;
- black comedy (commedia nera): si affrontano argomenti seri o dolorosi attraverso ironia e assurdità;
- screwball comedy (commedia brillante e frenetica): dialoghi rapidi, equivoci e scontri tra personalità forti;
- dramedy (commedia drammatica): il riso convive con malinconia e verità emotiva.
In un cortometraggio è consigliabile scegliere un genere dominante ed al massimo uno secondario.
* Applicazione ai tre esempi
- “Il tavolo delle sette”
Genere dominante: commedia romantica.
Genere secondario: commedia degli equivoci.
Il pubblico deve desiderare che Marta e Davide si conoscano davvero, anche se il loro incontro nasce da un errore.
- “Il curriculum perfetto”
Genere dominante: commedia sul luogo di lavoro.
Genere secondario: satira sul culto delle competenze e dell’immagine professionale.
Il bersaglio comico non è la disoccupazione, ma il sistema che costringe le persone a presentarsi come perfette.
- “Fuori fuoco”
Genere dominante: commedia familiare.
Genere secondario: commedia drammatica.
Le discussioni devono far ridere, ma sotto la comicità deve restare il bisogno autentico di sentirsi ancora una famiglia.
3. TROVARE IL TEMA
Il tema è la domanda umana nascosta sotto la storia. Non è la morale pronunciata alla fine, ma ciò di cui il corto parla veramente.
Una commedia può parlare di:
- paura di essere giudicati;
- bisogno di apparire migliori;
- incapacità di dire la verità;
- solitudine;
- famiglia;
- ambizione;
- invidia;
- differenza tra successo e dignità;
- desiderio di essere amati;
- conflitto tra perfezione e autenticità.
Il tema deve emergere dalle azioni. Se viene spiegato troppo, la commedia diventa didascalica.
* I temi dei tre cortometraggi
- “Il tavolo delle sette”
Tema: la paura di presentarsi agli altri senza costruire un personaggio.
Marta e Davide arrivano all’appuntamento fingendo entrambi di essere più sicuri, interessanti e risolti di quanto siano realmente. L’equivoco li obbliga a sostenere questa recita.
- “Il curriculum perfetto”
Tema: la differenza tra competenza dichiarata e capacità reale di adattarsi.
Giulio mente per paura di non valere abbastanza. Durante la crisi dimostra però qualità che non aveva scritto nel curriculum: creatività, empatia e capacità di chiedere aiuto.
- “Fuori fuoco”
Tema: una famiglia non è perfetta quando non litiga, ma quando riesce a restare insieme anche dopo aver mostrato le proprie imperfezioni.
La fotografia ideale è falsa. Quella sbagliata e spontanea diventerà invece il vero ritratto della famiglia.
4. COSTRUIRE IL PROTAGONISTA COMICO
Il protagonista di una commedia ha bisogno di tre elementi:
- un desiderio evidente;
- una fragilità nascosta;
- un difetto capace di complicare ogni situazione.
Il desiderio è ciò che si vuole ottenere nella storia.
La fragilità è ciò che si teme di mostrare.
Il difetto è il modo sbagliato con cui ci si tenta di proteggersi.
Il difetto deve essere utile alla comicità, ma anche credibile dal punto di vista umano.
- Marta e Davide
In “Il tavolo delle sette” possono esserci due protagonisti.
Marta, 38 anni, traduttrice freelance, desidera dimostrare alle amiche di aver superato una relazione finita male. La sua fragilità è la paura di essere considerata difficile e destinata a restare sola. Il suo difetto è correggere continuamente le persone e trasformare ogni conversazione in una verifica.
Davide, 40 anni, tecnico del suono, desidera iniziare una relazione stabile. La sua fragilità è la paura di sembrare poco interessante. Il suo difetto è inventare versioni più prestigiose della propria vita.
Marta corregge. Davide esagera. Il loro incontro produce naturalmente conflitto.
- Giulio
Giulio, 32 anni, il protagonista de “Il curriculum perfetto” è intelligente ma insicuro. Ha svolto molti lavori precari e considera questo colloquio la sua ultima possibilità.
Desiderio: ottenere il posto.
Fragilità: teme che la sua esperienza frammentaria dimostri che non ha costruito nulla.
Difetto: mente per anticipare il giudizio degli altri.
La sua comicità non deve nascere dal fatto che sia incapace. Deve nascere dal contrasto tra le competenze che dichiara e le soluzioni assurde che inventa per non essere scoperto.
- La famiglia Moretti
In “Fuori fuoco” il personaggio guida può essere Laura, 48 anni, figlia maggiore della nonna festeggiata ed organizzatrice della fotografia.
Desiderio: realizzare una perfetta foto di famiglia.
Fragilità: teme che la famiglia si stia disgregando e che nessuno abbia più bisogno di lei.
Difetto: vuole controllare tutti.
La sua ossessione per la fotografia non nasce dalla vanità, ma dal bisogno di fermare una famiglia che sente sfuggirle.
5. CREARE PERSONAGGI SECONDARI CHE PRODUCANO CONTRASTO
La commedia ha bisogno di attrito. I personaggi secondari non devono essere semplici accompagnatori: ciascuno deve complicare il problema.
È utile creare una comic opposition (opposizione comica). Il protagonista viene messo accanto a qualcuno che possiede caratteristiche opposte alle sue.
Un personaggio rigido funziona bene accanto ad uno caotico.
Un logorroico accanto ad un taciturno.
Un bugiardo accanto a chi prende tutto alla lettera.
Un pessimista accanto ad un entusiasmo ingenuo.
Può essere presente anche una straight man o straight woman (spalla seria), cioè la persona che reagisce normalmente all’assurdità degli altri. La sua serietà rende ancora più evidente la comicità.
- Personaggi di “Il tavolo delle sette”
Marta e Davide sono già in opposizione, ma servono altri personaggi:
- Bianca, proprietaria della trattoria, romantica ed invadente, convinta di aver fatto incontrare una coppia perfetta;
- Serena, il vero appuntamento di Davide, influencer motivazionale che trasforma ogni frase in un contenuto social;
- Luca, il vero appuntamento di Marta, dentista molto educato ma ossessionato dalle recensioni online.
Bianca alimenta l’equivoco. Serena e Luca, arrivando in ritardo, lo fanno esplodere.
- Personaggi di “Il curriculum perfetto”
- Elena, responsabile delle risorse umane, controllata e gentile, ma stanca di candidati che recitano;
- Riccardo, direttore dell’ufficio, convinto che ogni problema si risolva con una frase motivazionale;
- Sara, impiegata pratica e sottovalutata, che comprende subito che Giulio sta mentendo;
- il cliente straniero collegato in video, che tutti credono importante e che in realtà vuole soltanto risolvere un problema semplice.
Sara può diventare la spalla seria: osserva l’assurdità degli altri e, con poche battute, mette in crisi Giulio.
- Personaggi di “Fuori fuoco”
- Paolo, fratello minore di Laura, separato ma incapace di dirlo alla madre;
- Federica, sorella che arriva sempre in ritardo e vuole apparire più ricca di quanto sia;
- Marco, figlio adolescente di Laura, che detesta le fotografie familiari;
- Gianni, marito di Laura, che ha deciso di accettare un lavoro in un’altra città senza dirglielo;
- Enrico, fotografo professionista, calmo e metodico, unica persona apparentemente normale;
- nonna Ada, di ottant’anni, che tutti credono fragile ma che comprende perfettamente ciò che sta accadendo.
Enrico funziona come spalla seria. Più cerca di applicare regole professionali, più la famiglia gli rende impossibile lavorare.
6. SCEGLIERE UNA LOCATION CHE AIUTI LA COMMEDIA
Per un cortometraggio di 20-30 minuti è consigliabile limitare le location. Una sola ambientazione ben sfruttata può diventare una macchina narrativa.
La location ideale:
- costringe i personaggi a restare insieme;
- contiene oggetti utilizzabili per le gag;
- rende difficile fuggire;
- può cambiare significato nel corso della storia;
- è sostenibile dal punto di vista produttivo.
Una commedia in una sola location non deve sembrare povera. Deve sembrare concentrata.
* Le location dei tre esempi
- “Il tavolo delle sette”
Una piccola trattoria romana con pochi tavoli. La sala è abbastanza stretta perché i personaggi possano ascoltare conversazioni altrui, incontrarsi al bagno, scambiarsi cappotti o confondere i conti.
Oggetti comici: menu, bottiglia di vino, numero del tavolo, candela, portate sbagliate, telefoni, conto finale.
- “Il curriculum perfetto”
Un piccolo ufficio di una società di organizzazione eventi.
Spazi utilizzabili: sala colloqui, open space, piccolo magazzino, area caffè, monitor per videoconferenza.
Oggetti comici: computer bloccato, stampante, cuffie, badge, estintore, presentazione aziendale, scatoloni e cavi.
- “Fuori fuoco”
Il soggiorno della casa di nonna Ada, preparato per la fotografia.
Oggetti comici: divano piccolo, sedie diverse, cornici, torta, palloncini, telecomando, cavalletto, vecchie fotografie, abiti scelti per l’occasione.
Il fatto che tutti debbano entrare nella stessa inquadratura crea già una pressione visiva.
7. DEFINIRE L’EVENTO SCATENANTE
L’inciting incident (evento scatenante) è il fatto che rompe la normalità ed obbliga il protagonista ad agire.
Deve arrivare presto, indicativamente entro i primi tre o quattro minuti.
L’evento scatenante non è sempre la situazione comica principale. È il momento in cui il personaggio non può più tornare facilmente alla situazione precedente.
* Negli esempi:
- “Il tavolo delle sette”
Marta e Davide vengono fatti sedere insieme. Entrambi pensano che l’altro sia la persona dell’appuntamento organizzato dagli amici.
La possibilità di chiarire subito esiste, ma nessuno dei due vuole ammettere di non sapere neppure il nome completo della persona che dovrebbe incontrare.
- “Il curriculum perfetto”
Durante il colloquio salta improvvisamente la connessione con un importante cliente straniero. Riccardo legge nel curriculum che Giulio conosce perfettamente l’inglese e gli chiede di intervenire.
Giulio potrebbe confessare, ma vede Elena già pronta a chiudere il colloquio. Decide di tentare.
- “Fuori fuoco”
Enrico, il fotografo, comunica che può restare soltanto quaranta minuti perché ha un altro servizio. Nello stesso momento nonna Ada annuncia che vuole la fotografia con tutta la famiglia presente.
Laura scopre che mancano Paolo, Federica ed il nipote Marco. Inizia così una corsa per radunare tutti e renderli presentabili.
8. DARE AL PROTAGONISTA UN OBIETTIVO PRECISO
Il protagonista non deve semplicemente “vivere una situazione”. Deve cercare di ottenere un risultato misurabile.
L’obiettivo può essere:
- ottenere un lavoro;
- evitare una figuraccia;
- conquistare qualcuno;
- nascondere un segreto;
- completare una fotografia;
- impedire che una persona se ne vada;
- arrivare alla fine di una cena senza essere scoperti.
L’obiettivo genera azione. Senza obiettivo, i personaggi discutono ma la storia non procede.
* Gli obiettivi
Marta vuole terminare dignitosamente l’appuntamento e dimostrare di essere aperta ad una nuova relazione.
Davide vuole convincere Marta di essere un uomo interessante e affidabile.
Giulio vuole superare il colloquio senza che nessuno scopra le falsità del suo curriculum.
Laura vuole ottenere una fotografia perfetta prima che il fotografo se ne vada e prima che arrivi la nonna nella stanza.
Questi obiettivi sono semplici, ma nascondono bisogni più profondi.
9. AUMENTARE LA POSTA IN GIOCO
La stakes (posta in gioco) indica ciò che il personaggio rischia di perdere.
In una commedia non è necessario minacciare la vita del protagonista. Può essere sufficiente mettere in pericolo:
- la dignità;
- il lavoro;
- la relazione;
- la reputazione;
- la fiducia;
- l'appartenenza ad un gruppo;
- l'immagine di sé.
La posta deve essere importante per il personaggio, anche se può apparire sproporzionata allo spettatore.
* La posta nei tre esempi
- “Il tavolo delle sette”
Marta ha promesso alle amiche che non avrebbe abbandonato l’appuntamento dopo dieci minuti. Davide ha detto al suo migliore amico di essere finalmente pronto ad iniziare una relazione seria.
Entrambi temono che un nuovo fallimento confermi la loro peggiore convinzione: non essere adatti all’amore.
- “Il curriculum perfetto”
Giulio rischia non soltanto il lavoro, ma anche di essere segnalato come candidato inaffidabile all’agenzia che gli ha procurato il colloquio.
Inoltre ha detto alla madre di essere già stato assunto. Se fallisce, dovrà ammettere di aver mentito anche a lei.
- “Fuori fuoco”
La fotografia sarà il regalo principale per nonna Ada. Laura teme che, senza quella foto, emerga l’evidenza che la famiglia non riesce più nemmeno a stare nella stessa stanza.
La posta non è l’immagine. È la sua convinzione di essere ancora il centro capace di tenere tutti insieme.
10. INSERIRE UN CONTO ALLA ROVESCIA
Il ticking clock (conto alla rovescia) aumenta ritmo e pressione. È particolarmente utile in un corto, perché impedisce alla storia di disperdersi.
Può essere:
- un treno in partenza;
- la chiusura di un locale;
- l’arrivo di una persona;
- la durata di una pausa lavorativa;
- una batteria che si sta scaricando;
- un fotografo che deve andare via;
- una videoconferenza che inizierà tra pochi minuti.
* Nei tre esempi
- “Il tavolo delle sette”
La cucina chiuderà alle ventidue e trenta. Inoltre i veri appuntamenti stanno cercando di raggiungere il locale.
Ogni messaggio sul telefono potrebbe far crollare l’equivoco.
- “Il curriculum perfetto”
Il cliente deve collegarsi nuovamente entro venti minuti. Nel frattempo l’ufficio deve ricostruire una presentazione cancellata accidentalmente.
Giulio sostiene di sapere come recuperarla.
- “Fuori fuoco”
Enrico deve lasciare la casa alle diciannove. La batteria del flash è quasi scarica e nonna Ada sta per entrare nel soggiorno.
Laura ha quindi pochissimo tempo per sistemare persone, abiti e segreti.
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