Donna con ombra bambina 600Realizzare un cortometraggio fantasy non significa necessariamente costruire castelli, creare eserciti digitali, inventare creature gigantesche o disporre di un budget paragonabile a quello di una grande produzione internazionale. Il fantasy può nascere anche in una cucina, in un cortile condominiale, dentro una scuola chiusa, in una vecchia sartoria o nella camera di una persona scomparsa.

Ciò che rende davvero fantasy una storia non è la quantità degli effetti speciali, ma la presenza di un elemento impossibile che modifica la realtà quotidiana e costringe il protagonista a compiere una scelta.

Un oggetto che conserva i ricordi, una porta che conduce nel passato, una fotografia che cambia durante la notte, una donna che parla con la propria ombra, un bambino capace di fermare il tempo: basta una sola idea fantastica, purché abbia conseguenze emotive e narrative precise.

Il cortometraggio fantasy funziona soprattutto quando l’evento soprannaturale non è soltanto uno spettacolo, ma diventa il mezzo attraverso cui raccontare qualcosa di profondamente umano.


Che cos’è un cortometraggio fantasy

Un cortometraggio fantasy è un racconto audiovisivo nel quale le regole del mondo reale vengono alterate dalla presenza della magia, del soprannaturale, del mito o di un fenomeno impossibile.

Questa alterazione può essere evidente. Per esempio, un personaggio incontra una creatura magica, attraversa un portale o scopre di possedere un potere. Ma può anche essere minima e ambigua: un oggetto sembra reagire ai sentimenti del protagonista, una stanza cambia disposizione, una persona riceve lettere provenienti dal futuro.

Nel fantasy classico lo spettatore accetta l’esistenza di un mondo completamente diverso dal nostro. Nel fantasy contemporaneo e nel cosiddetto fantasy urbano, invece, l’elemento fantastico entra nella normalità.

Per un cortometraggio a budget basso o medio questa seconda strada è spesso la più efficace. Non occorre inventare un intero universo: è sufficiente introdurre una piccola frattura nell’universo che già conosciamo.

La domanda iniziale potrebbe essere: Che cosa accadrebbe se, in un luogo assolutamente normale, diventasse improvvisamente possibile qualcosa che normalmente non lo è?

Da questa domanda può nascere l’intera storia.


La regola fondamentale: una sola idea fantastica forte

Uno degli errori più frequenti consiste nel voler inserire nel medesimo corto troppi elementi: magie, mostri, dimensioni parallele, viaggi nel tempo, oggetti incantati e profezie.

In un film lungo tali elementi possono essere sviluppati progressivamente. In un cortometraggio rischiano invece di produrre confusione.

È preferibile scegliere una sola idea fantastica e portarla fino alle sue conseguenze più significative.

Per esempio:

  • una sveglia permette di tornare indietro di cinque minuti;
  • uno specchio mostra la persona che avremmo potuto diventare;
  • un ombrello protegge non dalla pioggia, ma dai ricordi dolorosi;
  • una lampada si accende soltanto quando qualcuno dice la verità;
  • una porta compare ogni notte nello stesso corridoio.

L’idea fantastica deve essere facilmente comprensibile, visivamente riconoscibile e collegata al conflitto del protagonista.

Una lampada che si accende quando viene pronunciata una verità non è interessante soltanto perché è magica. Diventa interessante quando viene collocata, per esempio, durante una cena di famiglia nella quale tutti stanno mentendo.


La magia deve avere una regola

Anche l’elemento più fantastico deve avere un funzionamento coerente. Lo spettatore può accettare l’impossibile, ma difficilmente accetta l’arbitrario. Se un oggetto magico interviene soltanto quando serve a risolvere la storia, senza limiti e senza conseguenze, il racconto perde credibilità.

Ogni fenomeno fantastico dovrebbe avere almeno tre caratteristiche:

Una possibilità. Che cosa permette di fare?

Un limite. Che cosa non può fare?

Un prezzo. Quale conseguenza comporta il suo utilizzo?

Una macchina fotografica potrebbe rendere reali le persone ritratte, ma soltanto per pochi minuti. Ogni volta che viene usata, però, cancella un ricordo del fotografo.

La possibilità produce meraviglia. Il limite produce tensione. Il prezzo produce dramma.


La struttura narrativa di un corto fantasy

Una struttura semplice ed efficace può essere costruita in cinque passaggi.

1. La normalità iniziale

Occorre mostrare rapidamente chi è il protagonista, dove vive e che cosa gli manca.

Una donna anziana vive sola e non riesce più a ricordare il volto del marito. Un ragazzo timido non riesce a dichiararsi alla compagna. Un padre non accetta la crescita della figlia.

Il bisogno emotivo deve essere presente prima della magia.

2. L’apparizione dell’elemento fantastico

Il protagonista scopre un oggetto, un luogo, una creatura o un potere.

Questa scoperta deve essere raccontata con chiarezza, ma senza spiegare immediatamente tutto. Il pubblico deve comprendere che qualcosa è cambiato e desiderare di scoprirne il funzionamento.

3. La sperimentazione

Il protagonista prova a utilizzare l’elemento fantastico. In un primo momento può sembrare una soluzione.

Il ragazzo usa una penna magica per scrivere ciò che vorrebbe accadesse. La donna utilizza una vecchia radio per ascoltare la voce del marito. Il padre entra in una fotografia dell’infanzia della figlia.

4. La complicazione e il prezzo

La magia presenta una conseguenza inattesa. Ciò che sembrava un dono diventa una responsabilità.

La penna modifica anche la vita degli altri. La radio permette di parlare con il passato, ma impedisce alla donna di vivere il presente. La fotografia comincia a scolorire ogni volta che il padre vi entra.

5. La scelta finale

Il protagonista deve decidere se conservare, distruggere, restituire o rinunciare all’elemento fantastico.

La conclusione non dovrebbe dipendere soltanto dalla magia. Dovrebbe dipendere dalla trasformazione del personaggio.

Il vero finale non è “la porta si chiude”, ma “il protagonista comprende che deve lasciarla chiudere”.

 

I temi che il fantasy permette di affrontare

Il fantasy è particolarmente efficace perché consente di rendere visibili emozioni, paure e conflitti interiori.

* Il lutto e l’impossibilità di lasciare andare

Un oggetto che conserva la voce di una persona scomparsa può rappresentare il desiderio di non separarsi da lei. La magia permette di trasformare un sentimento invisibile in un’azione concreta.
Il personaggio non deve soltanto accettare una perdita: deve decidere se spegnere la voce, chiudere il portale o rinunciare all’ultima apparizione.

* La memoria

Il fantasy può mostrare ricordi che si materializzano, fotografie che cambiano, stanze che ricostruiscono il passato o persone che dimenticano un’emozione ogni volta che usano un potere.
La memoria diventa così qualcosa di fisico, fragile e modificabile.

* L’identità

Specchi, doppi, ombre e versioni alternative del protagonista permettono di raccontare il rapporto tra ciò che siamo, ciò che mostriamo e ciò che avremmo voluto diventare.

* La crescita

Nel fantasy il passaggio all’età adulta può essere rappresentato attraverso la perdita di un potere, l’abbandono di un amico immaginario o la scoperta che un mondo magico non può essere abitato per sempre.

* La solitudine

Una creatura invisibile può diventare l’unica compagnia di un bambino, di un anziano o di una persona esclusa. Il racconto può chiedere se quella presenza sia un dono, una difesa o una prigione.

* Il potere e la responsabilità

Anche un potere apparentemente modesto può alterare i rapporti tra le persone. Sapere sempre quando qualcuno mente, poter cancellare una frase appena pronunciata o fermare il tempo per pochi secondi può creare dilemmi morali molto forti.

* Il rapporto con la natura

Un albero che conserva le parole degli abitanti, una fonte che prosciuga i ricordi o un animale capace di prevedere le scelte umane possono affrontare temi ecologici senza trasformare il corto in una lezione didascalica.

* La paura di essere dimenticati

Un personaggio potrebbe cominciare a scomparire dalle fotografie, dai documenti e dai ricordi degli altri. Il fantastico renderebbe concreta una paura molto comune: essere cancellati dalla vita di chi abbiamo amato.

 

Perché realizzare un cortometraggio fantasy

Il fantasy permette di raccontare temi universali senza affrontarli frontalmente. Una storia sul lutto può diventare il racconto di una stanza che non vuole essere svuotata. La paura di crescere può trasformarsi in un’ombra che continua a rimanere bambina. Il rimorso può assumere la forma di una voce proveniente da un armadio.

Questa distanza simbolica consente al pubblico di avvicinarsi a temi dolorosi senza sentirsi immediatamente respinto.

Il fantasy offre inoltre grandi possibilità visive. Un singolo colore, un cambiamento della luce, un rumore inspiegabile, un oggetto che si muove o una variazione nella scenografia possono diventare elementi narrativi.

Per un giovane regista o sceneggiatore è anche un eccellente esercizio di disciplina. Costringe a stabilire regole, a comunicare informazioni attraverso le immagini e a rendere credibile ciò che non esiste.

Infine, il genere fantasy può attirare pubblici differenti. I più giovani possono essere coinvolti dalla meraviglia e dall’avventura; gli adulti possono riconoscere il significato simbolico della storia; gli spettatori dei festival possono apprezzare l’originalità dell’idea e la sua realizzazione cinematografica.


Come contenere il budget

Un fantasy economico dovrebbe puntare più sulla suggestione che sulla quantità.

La magia può essere rappresentata attraverso:

  • variazioni di luce;
  • suono e silenzio;
  • oggetti di scena;
  • montaggio;
  • cambiamenti di posizione;
  • riflessi;
  • ombre;
  • fumo leggero;
  • proiezioni;
  • semplici compositing digitali;
  • effetti realizzati direttamente durante la ripresa.

Una lampada che si accende da sola può essere più inquietante di una creatura digitale. Una fotografia nella quale scompare gradualmente una persona può essere più memorabile di un grande effetto visivo.

Anche le location dovrebbero essere poche: una casa, una stanza, un negozio, un cortile, un piccolo bosco, un sottopassaggio. Il mondo fantastico può essere suggerito senza essere mostrato interamente.

 

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