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LE TRE STORIE COMPLETE
1° storia: "IL TAVOLO DELLE SETTE"
- Genere
Commedia romantica e commedia degli equivoci.
- Logline
Marta e Davide arrivano in una piccola trattoria romana per due differenti appuntamenti al buio, ma vengono fatti sedere insieme per errore. Troppo orgogliosi per ammettere di non conoscere neppure il nome completo della persona attesa, fingono di riconoscersi e scoprono un’intesa autentica proprio mentre arrivano i loro veri accompagnatori.
- Storia completa
Marta, 38 anni, accetta controvoglia un appuntamento organizzato dalle amiche. Arriva nella trattoria con qualche minuto di anticipo e ripassa mentalmente le informazioni ricevute: l’uomo si chiama Luca, lavora nel settore sanitario ed è “molto tranquillo”.
Davide, 40 anni, arriva nello stesso momento. Deve incontrare Serena, amica di un collega, descritta come intelligente, indipendente e amante dei viaggi.
Bianca, proprietaria del locale, vede due persone sole che si guardano con incertezza e conclude che siano l’appuntamento l’una dell’altro. Li accompagna al tavolo numero sette.
Marta crede che Davide sia Luca. Davide crede che Marta sia Serena.
Le prime risposte non coincidono con le descrizioni, ma entrambi temono di aver ricevuto informazioni approssimative. Marta cerca di verificare l’identità con domande indirette. Davide interpreta ogni domanda come una prova e abbellisce le proprie risposte.
Marta dice di amare la spontaneità pur avendo preparato un elenco di argomenti. Davide sostiene di lavorare nel cinema, evitando di spiegare che registra audiolibri tecnici.
Bianca osserva da lontano e incoraggia la presunta coppia offrendo vino e una candela.
Quando Marta riceve un messaggio dal vero Luca, comprende l’errore. Invece di confessarlo, continua la cena perché sta iniziando a trovarsi bene. Poco dopo anche Davide comprende la verità, ma pensa che Marta non lo sappia.
La loro conversazione diventa più sincera proprio perché entrambi credono di controllare l’equivoco. Ammettono fallimenti, relazioni finite e paure, senza dichiarare apertamente di essere le persone sbagliate.
Arrivano Luca e Serena. Bianca, convinta che siano amici della coppia, li fa sedere al tavolo.
La cena a quattro diventa sempre più tesa. Luca valuta il locale per una recensione. Serena riprende alcune frasi per i propri contenuti social. Marta e Davide si sentono improvvisamente più vicini proprio nel confronto con i veri appuntamenti.
La verità emerge quando Bianca propone una fotografia e chiede i nomi delle due coppie.
Marta e Davide si accusano reciprocamente di aver continuato l’inganno, ma comprendono di aver fatto la stessa scelta.
La cena finisce male. Marta esce. Davide resta a pagare il conto.
Poco dopo si incontrano alla fermata dell’autobus. Senza più ruoli da recitare, si presentano davvero. Davide propone un caffè. Marta accetta, ma precisa che non vuole sapere in anticipo nulla di lui.
Bianca li raggiunge perché hanno dimenticato di pagare la bottiglia offerta alla “coppia”.
Il corto termina con Marta e Davide che tornano ridendo verso il locale.
2° storia: "IL CURRICULUM PERFETTO"
- Genere
Commedia sul luogo di lavoro e satira sociale.
- Logline
Giulio arriva a un colloquio con un curriculum pieno di competenze inventate. Quando una crisi improvvisa blocca l’ufficio, viene scambiato per l’esperto capace di risolverla e deve continuare a mentire, finché l’unica soluzione possibile diventa confessare di non sapere quasi nulla.
- Storia completa
Giulio, 32 anni, aspetta nella sala colloqui di una piccola società che organizza eventi aziendali. Ha bisogno del lavoro e ha gonfiato il curriculum seguendo i consigli trovati online.
Elena, responsabile delle risorse umane, nota subito alcune dichiarazioni improbabili: inglese fluente, gestione informatica avanzata, coordinamento delle emergenze, negoziazione internazionale.
Giulio risponde con sicurezza apparente. Ogni domanda genera una spiegazione più complicata.
Il colloquio viene interrotto da Riccardo, direttore dell’ufficio. Un importante cliente straniero non riesce ad accedere alla presentazione per un evento imminente. Riccardo vede che Giulio conosce l’inglese e lo coinvolge.
Giulio usa poche frasi imparate a memoria. Il cliente interpreta male una sua risposta e crede che l’evento sia stato spostato.
Nel tentativo di correggere l’errore, Giulio dichiara di poter intervenire direttamente sul sistema. Sara, impiegata tecnica, comprende che sta mentendo, ma decide di osservarlo prima di smascherarlo.
Giulio tocca un comando sbagliato e blocca la presentazione principale. Per evitare di essere scoperto parla di un possibile attacco informatico. Riccardo, invece di allarmarsi, si entusiasma perché crede che Giulio abbia individuato una minaccia.
Tutto l’ufficio viene coinvolto in una ridicola emergenza. Vengono scollegati computer, cambiati codici, spostati scatoloni e distribuiti compiti senza senso.
Sara scopre il vero problema: un semplice cavo difettoso. Potrebbe risolverlo immediatamente, ma chiede a Giulio di confessare.
Giulio esita. Riccardo annuncia davanti ai dipendenti che intende assumerlo come responsabile della sicurezza informatica.
Il peso della menzogna diventa insostenibile. Giulio confessa di non conoscere l’inglese, di non essere un tecnico e di aver copiato molte competenze da un modello di curriculum.
Elena è furiosa. Riccardo si sente tradito. Sara sostituisce il cavo e ripristina il sistema.
Il cliente si collega di nuovo e, con sorpresa generale, parla perfettamente italiano. Aveva usato l’inglese perché credeva che l’azienda fosse internazionale.
Giulio, ormai libero dalla recita, ascolta il problema reale del cliente e propone di semplificare l’evento invece di usare la complessa presentazione preparata. La soluzione viene accettata.
Giulio non ottiene il ruolo tecnico, ma Elena riconosce che ha saputo improvvisare, coinvolgere le persone e comprendere il bisogno del cliente. Gli offre un periodo di prova nell’organizzazione creativa.
Elena gli chiede un nuovo curriculum.
Giulio domanda quante pagine possa utilizzare.
Sara risponde: “Una. E vera.”
3° storia: "FUORI FUOCO"
- Genere
Commedia familiare e commedia drammatica.
- Logline
Laura vuole regalare alla madre ottantenne una fotografia perfetta di tutta la famiglia. Ma tra separazioni nascoste, trasferimenti segreti, gelosie e figli ribelli, ogni tentativo di mettersi in posa rivela quanto siano lontani dall’immagine unita che vorrebbero mostrare.
- Storia completa
Laura, 48 anni, prepara il soggiorno della madre Ada per una fotografia di famiglia. Ha scelto vestiti coordinati, spostato mobili, nascosto oggetti disordinati e preparato una torta.
Il fotografo Enrico arriva con il cavalletto e comunica di avere meno di un’ora.
Laura convoca marito, fratelli, nipoti e figli. Nessuno arriva puntuale.
Paolo entra senza la moglie e sostiene che sia influenzata. In realtà si sono separati.
Federica arriva con un abito quasi identico a quello di Laura e racconta di aver parcheggiato una macchina nuova. Si scoprirà che è a noleggio.
Marco, figlio adolescente di Laura, rifiuta di togliere le cuffie e considera la fotografia una messa in scena.
Gianni, marito di Laura, riceve continue telefonate. Ha accettato un incarico lavorativo in un’altra città, ma non ha ancora trovato il coraggio di dirlo alla moglie.
Enrico cerca di disporre tutti nell’inquadratura. Ogni soluzione crea nuovi problemi: qualcuno viene coperto, la torta entra nel campo, il divano è troppo piccolo, i colori degli abiti si confondono.
Laura continua a ordinare a tutti di sorridere e comportarsi in modo naturale.
La famiglia riesce finalmente a costruire una posa apparentemente perfetta. Proprio prima dello scatto, il telefono di Gianni si collega accidentalmente all’altoparlante e una collega gli parla del trasferimento.
Laura comprende che il marito le ha nascosto una decisione importante. Paolo interviene per difenderlo e rivela involontariamente la propria separazione. Federica critica entrambi e viene smascherata sulla macchina noleggiata.
La discussione esplode. Marco registra tutto con il telefono. Enrico cerca di proteggere l’attrezzatura. La torta viene urtata. Laura accusa tutti di aver distrutto il regalo.
Nonna Ada entra nel soggiorno. Ha ascoltato una parte della discussione. Nessuno sa cosa dire.
Ada guarda la posa preparata, i vestiti coordinati e le espressioni tese. Chiede perché desiderino regalarle una famiglia che non esiste.
Laura risponde che voleva conservare almeno un’immagine bella.
Ada replica che una fotografia non deve correggere la famiglia, ma ricordarla.
Laura smette di dirigere. Gianni le racconta del lavoro. Paolo ammette la separazione. Federica confessa i propri problemi economici. Marco toglie le cuffie.
Mentre parlano, l’autoscatto dimenticato da Enrico si attiva. La macchina registra il momento più disordinato: alcuni ridono, altri discutono, Gianni cerca la mano di Laura, Marco guarda la nonna, Federica salva la torta.
Enrico considera la fotografia tecnicamente imperfetta e leggermente mossa. Ada la sceglie come regalo.
Quando Laura protesta perché nessuno è venuto bene, Ada risponde:
“Non dovevate venire bene. Dovevate venire voi.”
Il corto termina con la famiglia che osserva la foto sul monitor. Per la prima volta nessuno cerca di correggerla.
*Riepologando
Una buona commedia nasce raramente da una semplice raccolta di barzellette. Nasce da un personaggio che vuole proteggere la propria immagine, il proprio lavoro, il proprio amore o la propria famiglia e che, per farlo, compie scelte sempre più sbagliate.
Il percorso essenziale è questo:
- trovare un motore comico capace di durare;
- scegliere un genere dominante;
- definire il tema;
- costruire un protagonista con desiderio, fragilità e difetto;
- creare personaggi in opposizione;
- scegliere una location produttiva;
- introdurre presto l’evento scatenante;
- dare un obiettivo preciso;
- aumentare posta in gioco e pressione temporale;
- costruire una vera escalation;
- usare equivoci, ripetizioni e richiami con chiarezza;
- alternare dialogo e comicità visiva;
- portare il personaggio a un crollo;
- risolvere il conflitto attraverso una scelta nuova;
- terminare con emozione e un’ultima nota comica.
La commedia più efficace non ride dei personaggi dall’esterno. Ride con loro, riconoscendo le paure, le vanità e le contraddizioni che appartengono a tutti.
Lo spettatore deve poter pensare: “È assurdo ciò che sta facendo.”
Ma subito dopo dovrebbe aggiungere: “Probabilmente, al suo posto, farei la stessa cosa.”
* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.






